Si e' aperto il 24 giugno 2026 a BolognaFiere il WMF - We Make Future, l'evento italiano sull'innovazione e l'intelligenza artificiale che da anni funziona come termometro dello stato di salute dell'ecosistema tech nazionale. L'edizione 2026 mette in campo numeri da grande fiera internazionale: 70.000 metri quadri di area espositiva, 9 padiglioni, oltre 90 palchi, piu' di 1.000 speaker, oltre 800 espositori e circa 3.000 tra startup, PMI e investitori, con piu' di 50 delegazioni internazionali e 20 padiglioni esteri.
Al di la' della retorica delle cifre, il WMF e' interessante perche' fotografa l'IA che si usa davvero in Italia: non i modelli di frontiera dei grandi laboratori, ma le applicazioni concrete nelle imprese, nella pubblica amministrazione, nella sanita', nel turismo e nell'agricoltura.
Che cosa si vede negli stand
Il grosso dell'offerta riguarda l'IA applicata ai processi: assistenti per il customer care, strumenti di analisi documentale, automazioni per la logistica, software diagnostici per la sanita', piattaforme per il marketing. E' il segmento dove le aziende italiane - spesso piccole e medie - possono competere senza dover addestrare modelli giganteschi, costruendo valore sopra i modelli esistenti di OpenAI, Anthropic, Google, Mistral o sopra le alternative open.
Accanto agli stand commerciali c'e' la parte formativa e di dibattito: panel su regolamentazione, etica, impatto sul lavoro e competenze. Un filone che quest'anno pesa di piu', perche' l'AI Act europeo e' entrato nella fase in cui scattano obblighi concreti per i sistemi ad alto rischio e per i modelli di uso generale.
Il nodo investimenti e talenti
La presenza di migliaia di startup e investitori riporta al tema piu' sensibile per l'ecosistema italiano: i capitali. Nel primo semestre dell'anno le startup tricolori hanno raccolto centinaia di milioni, una quota crescente dei quali legata all'IA, ma il divario con Francia, Germania e Regno Unito resta ampio, sia per dimensione dei round sia per presenza di grandi fondi. Eventi come il WMF servono anche a questo: mettere in contatto fondatori e capitali, e dare visibilita' internazionale a progetti che altrimenti faticherebbero a emergere.
C'e' poi la questione delle competenze. L'Italia forma buoni ingegneri e ricercatori, ma molti finiscono all'estero, attratti da stipendi e centri di ricerca che il sistema nazionale fatica a eguagliare. La sfida dichiarata da istituzioni e imprese e' trattenere e attrarre talenti, anche sfruttando i decreti attuativi della nuova legge italiana sull'IA, entrata nella sua fase operativa nelle scorse settimane.
Perche' conviene seguirlo anche da fuori
Per chi lavora con l'IA, il WMF e' un'occasione per capire dove sta andando il mercato italiano: quali problemi le aziende provano davvero a risolvere, quali strumenti adottano, quali competenze cercano. La fiera prosegue fino al 26 giugno e affianca eventi paralleli dedicati a startup, marketing, robotica e formazione.
Il segnale di fondo e' che l'IA in Italia sta uscendo dalla fase della sperimentazione per entrare in quella dell'adozione su scala. Non e' la corsa miliardaria della Silicon Valley, ma e' il terreno dove si decide se e quanto il tessuto produttivo nazionale sapra' usare questi strumenti per essere piu' competitivo.
Tra entusiasmo e dubbi da non rimuovere
Eventi di questa scala portano con se' anche un rischio: trasformare l'IA in una parola d'ordine svuotata, dove ogni stand promette "intelligenza artificiale" senza che sia chiaro cosa faccia davvero il prodotto. La maturita' di un ecosistema si misura proprio nella capacita' di distinguere le applicazioni che generano valore reale dalle operazioni di facciata. Per i visitatori - imprenditori, sviluppatori, amministratori pubblici - la domanda utile da portare in fiera e' sempre la stessa: quale problema concreto risolve questo strumento, con quali dati e con quali garanzie sulla privacy?
Sullo sfondo restano i temi che il Garante per la privacy ha gia' sollevato in casi recenti, dall'analisi delle emozioni dei lavoratori al trattamento dei dati sanitari: l'adozione di massa dell'IA in Italia dovra' fare i conti con un quadro normativo, europeo e nazionale, sempre piu' stringente. Il WMF, da questo punto di vista, e' anche il luogo dove imprese e regolatori si parlano, provando a costruire un'innovazione che sia sostenibile oltre che rapida.




