Nella pagella 2026 sulla sicurezza dell'intelligenza artificiale non c'e' un solo «bravo». L'ultimo AI Safety Index del Future of Life Institute, l'organizzazione no-profit che monitora i rischi delle tecnologie avanzate, ha valutato nove grandi laboratori e ha assegnato a tutti voti mediocri: il migliore, Anthropic, si ferma a un C+ con un punteggio di 2,66 su una scala che tocca al massimo la fascia bassa della sufficienza. Tradotto: anche chi guida la classifica, secondo gli esperti, non e' all'altezza della velocita' con cui l'IA sta diventando piu' potente.

La classifica: chi passa, chi viene bocciato

Il quadro complessivo e' impietoso. Nessuna azienda raggiunge la A o la B.

  • Anthropic: C+ (2,66), prima assoluta, in testa in cinque dei sei ambiti valutati grazie a trasparenza, framework di sicurezza piu' strutturato e governance.
  • OpenAI e Google DeepMind: entrambe con una C.
  • Meta: D+.
  • xAI, la cinese DeepSeek e la francese Mistral: bocciate con una F.

La valutazione si basa su sei aree: analisi dei rischi, danni attuali, framework di sicurezza, sicurezza «esistenziale» di lungo periodo, governance e responsabilita', condivisione delle informazioni. A giudicare sono stati pannelli di esperti indipendenti, che hanno esaminato documentazione pubblica, politiche interne e pratiche dichiarate dalle aziende.

L'indice valuta sei ambiti, dai danni attuali alla sicurezza di lungo periodo dei modelli piu' avanzati.

Perche' Anthropic e' davanti e cosa affonda gli altri

Anthropic deve il primo posto soprattutto alla trasparenza: pubblica policy di sicurezza dettagliate, un quadro di soglie di rischio legate alle capacita' dei modelli e ricerca tecnica sull'allineamento. Non abbastanza, pero', per andare oltre un C+. OpenAI e Google DeepMind scontano invece un divario tra gli impegni dichiarati e le pratiche verificabili, mentre chi si ferma alla F — xAI, DeepSeek e Mistral — viene penalizzato per la scarsa documentazione pubblica e per l'assenza di framework di sicurezza strutturati. Nel caso dei laboratori che rilasciano modelli a pesi aperti, come Mistral e DeepSeek, si aggiunge la difficolta' di controllare cio' che accade dopo il rilascio, quando chiunque puo' scaricare e modificare il modello.

Il verdetto degli esperti: misure «del tutto inadeguate»

Al di la' delle singole pagelle, il messaggio del Future of Life Institute e' un avvertimento all'intero settore. Anche le aziende meglio piazzate, si legge nel rapporto, hanno «misure di sicurezza del tutto inadeguate rispetto al ritmo di avanzamento delle capacita' dell'IA». Il divario, insomma, non e' tra chi e' sicuro e chi no, ma tra quanto velocemente crescono le capacita' dei modelli e quanto lentamente maturano i controlli.

Il rapporto si inserisce in un contesto in cui, secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, alcuni laboratori hanno silenziosamente rivisto al ribasso impegni sulla sicurezza presi negli anni precedenti, sotto la pressione della concorrenza commerciale. Un arretramento che il MIT Sloan Management Review e altre analisi hanno collegato proprio alla corsa a rilasciare modelli sempre piu' rapidamente, in un mercato dove pochi mesi di ritardo possono significare la perdita di quote importanti.

Perche' questa pagella conta, anche per l'Europa

L'indice non ha valore legale, ma pesa sul piano reputazionale e alimenta il dibattito regolatorio proprio mentre in Europa, dal 2 agosto, scattano le prime sanzioni dell'AI Act per i modelli a rischio sistemico. Non e' un caso che, negli stessi giorni, il capo di Google DeepMind Demis Hassabis abbia proposto un ente indipendente che testi i modelli prima del lancio: quando l'autovalutazione dei fornitori riceve voti da rimandati, cresce la spinta verso un arbitro terzo. Per aziende e istituzioni che scelgono su quali modelli costruire i propri servizi, una pagella come questa diventa uno degli elementi da mettere sul tavolo, accanto a prestazioni e prezzo: affidarsi a un modello significa anche ereditarne le pratiche di sicurezza, o la loro assenza.