AMD ha chiuso il secondo trimestre 2026 con ricavi record da 11,54 miliardi di dollari, in crescita del 50% sull'anno prima, ma martedì 4 agosto, a mercati chiusi, il titolo ha perso tra il 7% e il 9% nelle contrattazioni after-hours, come riportato da CNBC. Il motivo racconta bene la fase in cui è entrata l'intelligenza artificiale: non basta più correre, bisogna correre con margini alti. E su quel fronte AMD ha deluso.

I numeri del trimestre: il data center vale ormai più della metà

Il dato che pesa di più arriva dalla divisione Data Center, che ha generato 6,72 miliardi di dollari, più che raddoppiando (+107%) rispetto allo stesso periodo del 2025. È circa il 58% dell'intero fatturato aziendale, trainato dalle CPU EPYC e soprattutto dagli acceleratori Instinct, le GPU con cui AMD prova a insidiare il predominio di Nvidia nell'addestramento e nell'inferenza dei grandi modelli.

Il resto del quadro è più contrastato. La divisione Client (i processori per PC) ha fatto 3,06 miliardi (+23%), l'Embedded 977 milioni (+19%), mentre il Gaming è crollato del 31% a 779 milioni, penalizzato dal ciclo ormai maturo delle console e da una domanda debole di schede grafiche. L'utile netto GAAP è stato di 2,30 miliardi, con un utile per azione di 1,38 dollari (1,66 dollari su base rettificata).

«Abbiamo chiuso un trimestre eccellente, con ricavi e redditività record grazie al più che raddoppio dei ricavi del Data Center», ha dichiarato l'amministratrice delegata Lisa Su nel comunicato ufficiale diffuso dall'azienda.

Le GPU Instinct e le CPU EPYC hanno spinto i ricavi data center di AMD oltre i 6,7 miliardi di dollari.

Perché il titolo è sceso nonostante i conti record

Qui sta il paradosso. AMD ha battuto le attese sia sui ricavi sia sull'utile, e ha alzato la guidance: per il terzo trimestre prevede circa 13 miliardi di dollari di ricavi (più o meno 300 milioni), sopra il consenso degli analisti fermo intorno a 12,5 miliardi. Eppure il mercato ha venduto. Il colpevole è il margine lordo: 54% su base GAAP, contro le attese di circa il 56%.

La compressione è legata ai costi iniziali per portare in produzione i sistemi Helios, i rack su scala AI che AMD sta consegnando nella seconda metà dell'anno anche nell'ambito dell'accordo con OpenAI. In altre parole, AMD sta spendendo oggi per una capacità che monetizzerà nei prossimi trimestri. Per gli investitori, però, il metro di paragone è diventato uno solo — Nvidia — e ogni decimale di margine viene letto come un segnale sulla capacità di competere davvero nell'infrastruttura per l'IA.

La partita vera: Helios, OpenAI e la corsa contro Nvidia

Il trimestre fotografa una trasformazione profonda. AMD non è più principalmente un'azienda di processori per computer e console: è un fornitore di infrastruttura per l'intelligenza artificiale, con il gaming ridotto a comparsa. La sfida è convincere i grandi operatori di cloud che gli acceleratori Instinct sono un'alternativa credibile alle GPU di Nvidia, che ancora oggi domina il settore con quote largamente superiori.

La collaborazione con OpenAI — con i rack Helios in distribuzione nel secondo semestre 2026 e lo sviluppo delle GPU della prossima generazione (MI500) previste per il 2027 sul nodo produttivo a 2 nanometri di TSMC — è la carta più importante. Se quella capacità entrerà in funzione con i volumi promessi, i margini che oggi preoccupano il mercato dovrebbero risalire. È una scommessa sul futuro, e i conti del secondo trimestre mostrano che gli investitori la stanno valutando con severità.

La domanda di calcolo per l'IA ha ridisegnato i conti di AMD: il data center pesa ormai per il 58% dei ricavi.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Il vero verdetto arriverà con la trimestrale di Nvidia, attesa più avanti nel mese, che fisserà l'asticella per l'intero comparto. Nel frattempo la guidance di AMD sul terzo trimestre — quasi 41% di crescita annua nel punto medio — dice che la domanda di chip per l'IA resta robustissima. La questione non è più se il mercato cresce, ma chi riesce a crescere guadagnandoci. Per AMD, i prossimi due trimestri, con l'entrata a regime di Helios, saranno decisivi per dimostrare che la corsa all'infrastruttura AI può essere anche redditizia, e non solo voluminosa.

Per gli operatori italiani e i responsabili IT che pianificano investimenti in capacità di calcolo, il segnale è duplice: la concorrenza tra AMD e Nvidia sull'hardware per l'IA si sta intensificando, il che nel medio periodo può tradursi in più scelta e pressione sui prezzi; ma la fase di transizione, con i margini sotto pressione dei fornitori, racconta anche quanto sia costoso, oggi, costruire l'infrastruttura che alimenta i modelli.