Una startup di New York fondata da pochi mesi ha chiuso il 4 giugno 2026 un round da 500 milioni di dollari a una valutazione di 2,5 miliardi, con uno degli assegni piu sostanziosi firmato da Jeff Bezos. Si chiama Flourish e la sua tesi e tanto ambiziosa quanto controcorrente: invece di continuare a costruire reti neurali sempre piu grandi e affamate di energia, vuole partire dal vero cervello biologico per scoprire l'algoritmo che lo fa funzionare.
Al round, oltre a Bezos, hanno partecipato Lux Capital, GV (il braccio di venture capital di Alphabet) e Catalio Capital. Secondo le ricostruzioni, Bezos aveva inizialmente impegnato circa 50 milioni, salvo quasi raddoppiare la posizione dopo l'ingresso di altri grandi investitori.
Cosa vuole costruire Flourish
Il progetto si chiama Cortex AI ed e un sistema pensato per emulare il funzionamento del cervello mappando neuroni reali e le loro connessioni, una disciplina nota come connettomica. La scommessa di fondo, dichiarata dai fondatori, e ribaltare l'approccio dominante: smettere di approssimare il modo in cui lavora il cervello e cominciare a studiarlo davvero, neurone per neurone, per poi tradurne i principi in un nuovo tipo di architettura.
Il vero obiettivo: l'efficienza energetica
Il numero che spiega l'interesse degli investitori non e un benchmark di accuratezza, ma un dato di consumo. Cortex AI punta a operare in una fascia compresa tra 20 e 50 watt, all'incirca l'assorbimento di un computer portatile, non di un rack di server. E un bersaglio che, se anche solo avvicinato, cambierebbe l'economia dell'intera industria.
Il cervello umano, del resto, svolge ragionamento, percezione e memoria con una potenza nell'ordine dei 20 watt. I modelli linguistici di oggi, per compiti molto piu ristretti, richiedono data center che consumano come piccole citta. Proprio il fabbisogno energetico dell'IA e diventato uno dei colli di bottiglia del settore: reti elettriche sotto pressione, costi in salita e bollette che, in alcuni Stati americani, iniziano a ricadere sui cittadini. Flourish vende, in sostanza, una via d'uscita da questa crisi di potenza.
Chi c'e dietro
A guidare la societa ci sono due nomi con storie particolari. Il cofondatore Thomas Reardon e noto per aver creato Internet Explorer in Microsoft negli anni Novanta; in seguito ha fondato CTRL-labs, azienda di interfacce cervello-computer acquisita da Meta nel 2019 per una cifra stimata intorno al miliardo di dollari. L'altro cofondatore, Rob Williams, e un ex dirigente di alto livello di Amazon. La combinazione tra esperienza nelle neuroscienze applicate e legami con i grandi della tecnologia spiega in parte la rapidita con cui il round si e chiuso.
Una scommessa lunga, non un prodotto imminente
E importante leggere questa notizia per quello che e: un finanziamento alla ricerca di base, non l'annuncio di un prodotto pronto. La connettomica e un campo affascinante ma giovane, e tradurre la mappa delle connessioni cerebrali in un'architettura di calcolo funzionante e una sfida che potrebbe richiedere anni, senza garanzia di successo. Diversi tentativi di "neuromorphic computing" hanno gia incontrato ostacoli notevoli nel passato.
Resta il segnale di fondo. Mentre OpenAI, Google e Anthropic continuano a competere sulla scala, alzando il numero di parametri e la potenza dei data center, una parte del capitale di rischio piu sofisticato comincia a finanziare l'ipotesi opposta: che la prossima svolta non venga da modelli piu grandi, ma da modelli costruiti su principi diversi, piu vicini alla biologia e radicalmente meno energivori. Se Flourish avesse ragione anche solo in parte, l'attuale corsa ai gigawatt potrebbe rivelarsi un vicolo cieco molto costoso.




