OpenAI ha aperto giugno 2026 con due novità che spingono ChatGPT in direzioni diverse ma complementari: da un lato un assistente per la carriera, dall'altro un agente capace di mettere le mani su un computer Windows. Sono mosse che raccontano dove sta andando il prodotto: da chatbot a strumento operativo che fa cose al posto dell'utente.

La ricerca di lavoro e i CV dentro ChatGPT

Dal 1 giugno ChatGPT ha iniziato a offrire una funzione di ricerca di lavoro: l'assistente propone annunci personalizzati e opportunità freelance raccolte dal web, e permette di caricare, creare e scaricare un curriculum formattato e adatto a una specifica posizione. La ricerca di offerte è partita per gli utenti negli Stati Uniti sui piani Free, Go, Plus e Pro, mentre la formattazione del CV è disponibile in inglese a livello globale, via web, per tutti i piani.

È un terreno delicato, perché mette OpenAI in rotta di collisione con LinkedIn, di proprietà di Microsoft — cioè proprio l'azienda che è insieme suo principale investitore e ora anche concorrente con i modelli MAI presentati al Build 2026. Per chi cerca lavoro, il vantaggio è avere in un unico posto la stesura del CV, l'adattamento all'annuncio e il suggerimento delle posizioni; il limite, almeno per ora, è che la ricerca vera e propria è confinata agli Stati Uniti.

La funzione si inserisce in una tendenza più ampia: gli assistenti conversazionali stanno diventando porte d'accesso a servizi che prima richiedevano siti dedicati. Cercare un lavoro chiacchierando con un assistente, che conosce il tuo profilo e riscrive il CV per ogni candidatura, è un'esperienza diversa dallo sfogliare bacheche di annunci. Resta da vedere quanto saranno trasparenti i criteri con cui ChatGPT seleziona e ordina le offerte, un tema non banale per l'equità nelle assunzioni.

ChatGPT amplia le funzioni pratiche: ricerca di lavoro, CV e agenti.

Codex impara a usare le app di Windows

La seconda novità riguarda gli sviluppatori. Dal 29 maggio Codex, l'agente di programmazione di OpenAI, supporta la modalità Computer Use su Windows all'interno dell'app Codex: in pratica può vedere lo schermo, cliccare e digitare dentro le applicazioni Windows, automatizzando flussi che prima richiedevano l'intervento manuale. È un passo concreto verso gli "agenti" capaci di operare su un sistema reale, non solo di scrivere testo.

C'è però una limitazione geografica importante: la funzione Computer Use su Windows non è disponibile al lancio nello Spazio Economico Europeo, nel Regno Unito e in Svizzera. È l'ennesimo caso in cui le funzioni agentiche più spinte arrivano prima negli Stati Uniti e solo dopo — o con restrizioni — in Europa, dove il quadro normativo su privacy e IA è più stringente.

Una direzione precisa: l'IA che agisce

Le due novità vanno lette insieme con un'altra funzione introdotta nelle settimane precedenti, il "contatto fidato" (Trusted Contact), pensato per gli account personali e per le situazioni di rischio legate ad autolesionismo: ChatGPT può, su scelta dell'utente, avvisare una persona di fiducia in caso di gravi preoccupazioni per la sicurezza. È un segnale che OpenAI sta lavorando in parallelo su due fronti: rendere l'assistente più capace di agire e, allo stesso tempo, costruire reti di sicurezza attorno agli usi più sensibili.

Il filo conduttore è chiaro. ChatGPT non vuole più essere solo un interlocutore con cui chiacchierare o a cui chiedere riassunti, ma uno strumento che cerca un lavoro, prepara un documento, automatizza un'operazione su un computer. Per gli utenti europei, però, l'esperienza resta a due velocità: alcune funzioni arrivano subito, altre — soprattutto quelle agentiche — restano per ora oltreoceano. È un divario che pesa sulle aziende del continente e che rende ancora più rilevante la corsa di concorrenti europei come Mistral a offrire strumenti equivalenti senza vincoli geografici. Nei prossimi mesi sarà proprio la disponibilità in Europa, più che le capacità tecniche, a decidere quali assistenti entreranno davvero nella vita quotidiana di lavoratori e aziende del continente.