Anthropic ha aggiornato Claude Code, lo strumento da terminale che fa programmare l'IA in autonomia, introducendo due funzioni pensate per chi lascia l'assistente al lavoro su compiti lunghi: una vista «agent view» che mostra tutte le sessioni attive e il comando /goal, che tiene Claude impegnato turno dopo turno finché un obiettivo non è davvero raggiunto. Gli aggiornamenti sono arrivati a ridosso dell'evento «Code w/ Claude» di Londra, tra il 20 e il 21 maggio 2026.
Cosa fanno «agent view» e il comando /goal
La agent view risponde a un problema concreto: quando si avviano più sessioni di Claude Code in parallelo, diventa difficile capire cosa sta facendo ognuna. La nuova schermata raccoglie in un unico posto lo stato di ogni sessione — cosa è in esecuzione, cosa è bloccato in attesa di una conferma, cosa è completato. È, di fatto, una plancia di controllo per chi orchestra più agenti contemporaneamente.
Il comando /goal cambia invece il modo di lavorare. Invece di dare un'istruzione singola, si definisce un obiettivo con una condizione di completamento: Claude continua a iterare, eseguire comandi e correggersi finché quella condizione non è soddisfatta, senza che l'utente debba rilanciarlo a ogni passo. Utile, per esempio, per «far passare tutti i test» o «portare il progetto a compilare senza errori».
Nello stesso ciclo di aggiornamenti Anthropic ha aggiunto il supporto alla fast mode per Claude Opus 4.7, che accelera la generazione dei token, e una diagnostica della cache in beta pubblica, che aiuta gli sviluppatori a capire perché un prompt non ha sfruttato la cache. Dal 13 maggio, inoltre, i limiti settimanali d'uso sono stati alzati del 50% per i piani Pro, Max, Team ed Enterprise, una misura valida fino al 13 luglio 2026.
Come provarlo: installazione e primi comandi
Claude Code si installa da terminale con Node.js già presente sul sistema. Il comando è:
npm install -g @anthropic-ai/claude-codeUna volta installato, ci si sposta nella cartella del proprio progetto e si avvia l'assistente:
cd il-mio-progetto
claudeAl primo avvio viene chiesto di autenticarsi con un account Claude (è incluso nei piani Pro e Max) oppure con una chiave API. Da lì si può lavorare in linguaggio naturale — «aggiungi i test alla funzione di login», «trova il bug che fa crashare l'app» — e usare i comandi rapidi che iniziano con /. Per definire un obiettivo persistente si scrive, ad esempio:
/goal Fai passare tutti i test della suite senza modificare le API pubbliche
Claude inizierà a lavorare in autonomia, mostrando i passi nella agent view. Si può interrompere in qualsiasi momento con Esc e riprendere il controllo.
A chi conviene e quali alternative valutare
Claude Code è oggi uno degli strumenti più apprezzati per il cosiddetto agentic coding, soprattutto per progetti complessi dove conta la capacità di ragionare su molti file. Le novità lo rendono più adatto a flussi di lavoro lunghi e non presidiati, avvicinandolo all'esperienza di un collega che porta avanti un compito mentre si fa altro.
Le alternative non mancano: l'agente da terminale Grok Build di xAI, GitHub Copilot con la selezione automatica del modello, l'OpenAI Codex e l'editor Cursor occupano lo stesso territorio. La scelta dipende dall'ecosistema in cui si lavora e dal modello che si preferisce. Per chi già usa Claude come assistente principale, però, l'integrazione tra agent view, /goal e i modelli Opus 4.7 è oggi un argomento forte. Il consiglio è di partire con i limiti maggiorati ancora attivi, per fare pratica senza il timore di esaurire subito le quote.




