Il 14 luglio Demis Hassabis, amministratore delegato di Google DeepMind e premio Nobel per la chimica 2024, ha proposto di creare un ente indipendente, guidato dagli Stati Uniti, che esamini i modelli di intelligenza artificiale piu' potenti prima che vengano messi in commercio. L'idea, illustrata in un saggio intitolato «A Framework for Frontier AI and the Dawning of a New Age» e anticipata da Axios, prende come riferimento non un'agenzia pubblica ma la FINRA, l'organismo privato che negli USA vigila su broker e intermediari finanziari.

La proposta arriva in un momento delicato: il 2 agosto scattano in Europa le prime sanzioni dell'AI Act per i modelli a rischio sistemico, mentre negli Stati Uniti l'amministrazione ha introdotto una finestra di 30 giorni per l'esame dei modelli prima del lancio. Il capo del laboratorio londinese di Alphabet prova cosi' a spostare il baricentro del dibattito: non piu' regole imposte governo per governo, ma uno standard tecnico unico e condiviso.

Trenta giorni di test prima del lancio, all'inizio su base volontaria

Nel disegno di Hassabis i laboratori di frontiera condividerebbero i propri modelli con l'ente fino a 30 giorni prima del rilascio, sottoponendoli a una batteria di test su tre fronti considerati critici: le capacita' di attacco informatico, quelle legate alla creazione di armi biologiche e la propensione del modello all'inganno. All'inizio l'adesione sarebbe volontaria; una volta dimostrata l'efficacia del protocollo, spiega il dirigente, la formalizzazione potrebbe seguire rapidamente, rendendo il superamento dei test una condizione per la distribuzione sul mercato statunitense.

Un punto qualifica la proposta rispetto ad altre: le regole si applicherebbero a tutti i modelli di classe frontiera «a prescindere dal Paese d'origine e dal fatto che siano aperti o chiusi», con soglie di riferimento aggiornate man mano che le capacita' crescono. Un modo per includere anche i laboratori cinesi come DeepSeek e i modelli open-weight, che sfuggono alle logiche dei singoli fornitori.

Hassabis immagina un ente a guida statunitense ma con board indipendente, sul modello della FINRA.

Perche' la FINRA e non una nuova agenzia federale

La scelta del modello FINRA non e' casuale. La Financial Industry Regulatory Authority e' un'organizzazione di autoregolamentazione: privata, finanziata dal settore, ma con poteri di vigilanza riconosciuti dallo Stato. Hassabis immagina un consiglio a maggioranza indipendente, popolato da vincitori del Turing Award e altri esperti accreditati, affiancati da rappresentanti dell'industria, dei governi e della comunita' open-source. L'obiettivo dichiarato e' evitare due estremi: da un lato la paralisi di una regolamentazione pubblica lenta e frammentata, dall'altro l'assenza totale di controlli che caratterizza oggi il rilascio dei modelli.

Come ha notato TechCrunch, la proposta somiglia a quella avanzata mesi fa da alcuni studiosi di diritto: un «corpo di standard» tecnico che certifichi la sicurezza dei sistemi prima dell'immissione sul mercato, un po' come avviene per farmaci e dispositivi medici. La differenza e' che qui a chiederlo e' uno dei protagonisti industriali, non un'autorita' esterna.

Un'ammissione implicita: gli attuali controlli non bastano

La mossa di Hassabis va letta anche alla luce dell'ultimo AI Safety Index del Future of Life Institute, che nei giorni scorsi ha assegnato a tutti i grandi laboratori voti mediocri: nessuno oltre il C+, con la stessa Google DeepMind ferma alla C. Chiedere un arbitro terzo significa ammettere che l'autovalutazione dei fornitori non e' piu' credibile agli occhi dell'opinione pubblica e dei regolatori.

Restano molte incognite. Chi finanzierebbe l'ente? Come si evita che diventi uno strumento nelle mani dei laboratori piu' grandi, capaci di influenzarne gli standard a proprio vantaggio? E soprattutto: un organismo «a guida statunitense» sarebbe accettato da Bruxelles e da Pechino, che stanno costruendo i propri quadri regolatori? L'AI Act europeo, con le sue sanzioni fino al 3% del fatturato, va in una direzione diversa, fondata su obblighi di legge e non su un club tecnico volontario.

I test riguarderebbero capacita' offensive: cyber, armi biologiche e capacita' di inganno dei modelli.

Cosa cambia per chi sviluppa e usa l'IA

Per gli sviluppatori, un ente di questo tipo introdurrebbe un passaggio in piu' prima del rilascio, ma anche una certificazione spendibile verso clienti e investitori. Per le aziende che integrano l'IA nei prodotti, avere modelli «testati» da un soggetto indipendente ridurrebbe l'incertezza legale e reputazionale. Hassabis ha detto di volere l'organismo operativo entro la fine dell'anno: un calendario ambizioso, che dipende pero' dalla volonta' politica di Washington e dalla disponibilita' dei concorrenti a sottoporsi a un giudizio comune. Il rischio, altrimenti, e' che la proposta resti un esercizio di posizionamento in un anno in cui la regolamentazione dell'IA e' diventata terreno di scontro tra Stati e imprese.