Apple si prepara al cambiamento più profondo nella sua strategia di intelligenza artificiale: con iOS 27 gli utenti potrebbero scegliere quale modello di terze parti — Google Gemini, Claude di Anthropic o ChatGPT di OpenAI — usare per alimentare le funzioni di Apple Intelligence. Lo riferiscono diverse indiscrezioni, tra cui quelle di 9to5Mac, in vista della WWDC che si apre l'8 giugno 2026.
Come funzionerebbero le «Estensioni»
Apple chiamerebbe questa novità «Extensions» (estensioni). L'idea: app di IA installate sul dispositivo — come quelle di Gemini e Claude — potrebbero esporre le proprie capacità generative al sistema, che le renderebbe disponibili dentro funzioni native come Siri, gli Strumenti di scrittura, Image Playground e altro. In pratica, l'utente sceglierebbe nelle impostazioni quale «motore» usare, un po' come oggi si sceglie il browser o il motore di ricerca predefinito.
Sarebbe la fine dell'esclusiva di fatto con ChatGPT, integrato in Apple Intelligence dal 2024. Secondo le fonti, Apple sta già testando internamente le integrazioni con Google e Anthropic, e potrebbe aprire il meccanismo anche ad altri fornitori in un secondo momento, lasciando agli sviluppatori delle app di IA il compito di aggiungere il supporto al sistema delle estensioni.
Persino la voce di Siri cambierebbe in base al modello
Un dettaglio curioso riguarda la voce. Gli utenti potrebbero impostare voci diverse a seconda del modello che risponde: le richieste gestite dal sistema di Apple userebbero una voce, mentre le risposte affidate, ad esempio, a Claude potrebbero usarne un'altra. Una scelta che aiuterebbe a capire, in ogni momento, «chi» sta effettivamente rispondendo — un punto non banale in tema di trasparenza, perché renderebbe percepibile all'utente quando esce dal perimetro di Apple ed entra in quello di un fornitore esterno.
Perché Apple cambia rotta
La mossa nasce da una debolezza riconosciuta. La nuova Siri «più intelligente», promessa con grande enfasi, ha accumulato ritardi e rinvii, e i modelli proprietari di Apple non figurano ai vertici della categoria nei confronti pubblici. Aprire a terze parti permette a Cupertino di offrire da subito capacità all'avanguardia senza dover vincere, da sola, la corsa ai modelli di frontiera. È la stessa logica che Apple ha sempre applicato quando le conveniva: integrare il meglio disponibile, mantenendo però saldo il controllo dell'esperienza d'uso e dell'interfaccia.
C'è anche un risvolto economico. Con ChatGPT, Apple avrebbe stretto un accordo che non prevedeva pagamenti diretti, scommettendo sul valore della distribuzione. Aprire la porta a più modelli crea una concorrenza diretta tra i grandi laboratori per conquistare il pubblico iPhone, il più redditizio al mondo, e potrebbe in prospettiva trasformarsi in una fonte di ricavi per Apple, sul modello degli accordi di default già in essere nella ricerca web.
I nodi aperti: privacy e dati
Resta il tema più delicato, quello dei dati. Apple ha costruito il proprio marchio sulla privacy e fa girare in locale, sul dispositivo, molte funzioni di Apple Intelligence, ricorrendo al cloud solo con il suo «Private Cloud Compute». Affidare una richiesta a Gemini o a Claude significa però inviare contenuti ai server di Google o Anthropic, con regole di trattamento diverse. Spostare la scelta sull'utente è coerente con la filosofia del «consenso informato», ma richiederà avvisi chiari su cosa esce dal telefono e dove finisce. È probabile che Apple imponga ai fornitori requisiti precisi su conservazione e uso dei dati per poter accedere al sistema delle estensioni.
Cosa aspettarsi alla WWDC
Le novità verrebbero presentate alla WWDC dell'8 giugno e arriverebbero con iOS 27, iPadOS 27 e macOS 27, in genere disponibili al pubblico in autunno. Trattandosi di indiscrezioni, prudenza d'obbligo: tempi, modelli supportati e modalità potrebbero cambiare fino all'annuncio ufficiale. Ma la direzione sembra segnata. Se confermata, sarebbe una svolta che renderebbe l'iPhone una piattaforma «neutra» per l'IA, dove a competere non è più solo Apple, ma chiunque sappia costruire il modello migliore — con l'utente, per una volta, a tenere il telecomando.




