Con l'avvicinarsi del rilascio pubblico di iOS 27, presentato alla WWDC di inizio giugno, l'attenzione si è spostata dal nuovo Siri alle funzioni di intelligenza artificiale di uso quotidiano che arriveranno sugli iPhone. Un articolo di TechCrunch del 21 giugno 2026 le ha passate in rassegna, ed è qui che si gioca la vera partita: non gli annunci roboanti, ma le piccole automazioni che la gente userà davvero ogni giorno.
La promessa di Apple è coerente con la sua strategia: meno chatbot da impressionare gli sviluppatori, più funzioni integrate nelle app di sistema, molte delle quali girano sul dispositivo e, quando serve più potenza, su server con il sistema Private Cloud Compute pensato per proteggere i dati.
Le funzioni IA più concrete di iOS 27
Tra le novità più utili annunciate da Apple:
- Dividere il conto da una foto: si fotografa lo scontrino e Apple Intelligence estrae le voci, le quantità, la mancia e il totale, aiutando a ripartire la spesa tra più persone.
- Foto più curate: nuovi strumenti di editing come lo Spatial Reframing e una versione potenziata di Clean Up per rimuovere elementi indesiderati.
- Ricerca visiva in fotocamera: una modalità Siri direttamente nel mirino per avviare una ricerca su ciò che si inquadra.
- Suggerimenti nei Messaggi: proposte con un tocco in base al contenuto della conversazione, per esempio aggiungere un promemoria, condividere foto di un evento o creare un appuntamento in calendario.
- Safari che organizza le schede: il browser capisce cosa si sta consultando tra i vari siti e raggruppa le schede per argomento.
Il nuovo Siri e il nodo dei modelli «esterni»
Il cuore dell'aggiornamento resta comunque Siri, che Apple dice di aver ricostruito da zero appoggiandosi alla nuova generazione di Apple Foundation Models, in parte sul dispositivo e in parte su Private Cloud Compute. Si può scrivere o parlare in modo naturale per trovare informazioni e portare a termine azioni tra le app. Sul piano tecnologico resta aperta una questione molto discussa: secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, Apple avrebbe stretto un accordo per utilizzare un modello Google Gemini personalizzato a supporto di alcune capacità del nuovo Siri. Apple, nei suoi materiali ufficiali, parla dei propri foundation model; il dettaglio sull'eventuale ruolo di Gemini va quindi trattato come frutto di reportage e non di conferma diretta.
Su quali iPhone funzionerà
Non tutti i dispositivi avranno le funzioni avanzate. Apple Intelligence in iOS 27 richiede modelli iPhone 16 o successivi, oltre a iPhone 15 Pro e 15 Pro Max: chi possiede un iPhone più vecchio potrà installare iOS 27 ma non accederà alle funzioni IA più pesanti. È la conseguenza di richieste hardware elevate, in particolare di memoria e di unità neurali adeguate a far girare i modelli localmente.
Cosa aspettarsi in Italia
Per gli utenti italiani contano due aspetti. Il primo è la lingua: le funzioni più utili, dagli scontrini ai suggerimenti dei Messaggi, valgono davvero solo se ben localizzate in italiano, e i tempi di arrivo delle singole lingue spesso seguono il rilascio globale con qualche settimana di ritardo. Il secondo è la privacy: l'approccio «on-device più Private Cloud Compute» è pensato proprio per ridurre l'invio di dati personali ai server, un tema sensibile sotto il GDPR. Al di là del marketing, sarà l'uso reale a dire se queste funzioni faranno risparmiare tempo o resteranno gadget da provare una volta e dimenticare.




