Mentre sulla Croisette scorrevano le anteprime tradizionali, il 20 maggio 2026 al Marche du Film di Cannes uno dei panel piu' affollati era dedicato a un tema fino a poco tempo fa quasi tabu' nel mondo del cinema: l'uso dell'intelligenza artificiale generativa nelle produzioni vere, quelle che finiscono in sala o sulle grandi piattaforme. A organizzarlo e' stata Kling AI, il sistema di generazione video sviluppato in Cina, che negli ultimi mesi e' diventato uno degli strumenti piu' usati dai registi che sperimentano con queste tecnologie.

Il messaggio condiviso dai relatori e' stato netto: l'IA va vista come uno strumento complementare al lavoro umano, non come un suo sostituto. Una posizione che cerca di disinnescare le preoccupazioni di un'industria che, soprattutto a Hollywood, ha gia' vissuto scioperi e tensioni proprio sul tema dell'automazione.

Chi era sul palco e cosa ha raccontato

Al panel, moderato da Tony Pu di Kling, hanno partecipato il regista e produttore Jon Erwin (co-fondatore di Wonder Project, dietro la serie House of David per Prime Video), la regista d'animazione cinese Wei Li e Eekjun Yang, co-fondatore di Mateo AI Studio. Erwin ha spiegato di voler lavorare con le stesse maestranze di sempre, ma "in tempo reale", integrando in modo continuo sviluppo, riprese e post-produzione, e ha citato una nuova serie, The Old Stories: Moses, con Ben Kingsley, descritta come approvata e girata nel giro di pochi mesi.

Sul palco di Cannes registi e studi hanno difeso l'IA come strumento per le maestranze, non contro di esse.

Squadre piu' piccole, tempi piu' corti

I numeri portati dai relatori spiegano l'interesse del settore. Yang ha raccontato di aver realizzato un film d'azione di fantascienza, Raphael, in uscita nelle sale in Corea del Sud nel 2026, con una squadra di sette persone invece delle 150-300 di una produzione tradizionale. Wei Li ha descritto il lungometraggio d'animazione Born of the Tides, che combina metodi tradizionali e IA riducendo i tempi di lavorazione a circa due terzi del normale. La promessa, per registi indipendenti e budget limitati, e' poter realizzare immagini e scene altrimenti impossibili da girare.

Il caso House of David

L'esempio piu' noto resta House of David, gia' disponibile su Prime Video, che ha usato l'IA in combinazione con gli effetti speciali tradizionali per costruire alcune sequenze, affiancando strumenti come Kling ad altri software del settore. La produzione ha mostrato che l'IA puo' rendere certe scene piu' ampie e dettagliate di quanto consentirebbero tempi e budget, pur restando in mano agli artisti le scelte creative.

Il nodo del lavoro e cosa cambia davvero

Resta aperta la domanda piu' difficile: cosa succede ai posti di lavoro quando un film d'azione si gira con sette persone anziche' centocinquanta? I relatori hanno insistito sul mantenimento del controllo creativo e del rapporto con le maestranze, ma e' evidente che la diffusione di questi strumenti ridisegnera' ruoli e competenze. Per il pubblico italiano, abituato a una forte tradizione di mestieri del cinema, e' un dibattito destinato ad arrivare presto anche nelle nostre produzioni: l'IA non chiede piu' il permesso di entrare sul set, c'e' gia' entrata.

Perche' un colosso cinese punta su Hollywood

La presenza di Kling a Cannes non e' casuale. Lo strumento, sviluppato dal gruppo cinese Kuaishou, e' diventato in pochi mesi uno dei generatori di video piu' usati al mondo, in concorrenza con i sistemi occidentali come Runway, Luma e Pika e con Sora di OpenAI. Conquistare la credibilita' del mondo del cinema, fatto di registi, festival e premi, e' un modo per uscire dalla nicchia degli sperimentatori e accreditarsi come strumento professionale.

Per l'industria si apre una fase delicata: i sindacati di settore chiedono regole su trasparenza, consenso e tutela del lavoro, mentre piattaforme e studi spingono per abbattere costi e tempi. Il punto di equilibrio, sul quale i relatori hanno insistito, e' usare l'IA per ampliare cio' che e' possibile fare senza espellere chi quel lavoro lo fa da sempre. Una promessa che andra' verificata produzione dopo produzione, anche quando questi strumenti arriveranno sui set italiani ed europei.