Giovedi' 18 giugno 2026, alle 8:30, migliaia di studenti italiani hanno aperto il plico della prima prova scritta dell'Esame di Stato. Nelle settimane precedenti un esperimento molto rilanciato dai giornali aveva chiesto a ChatGPT, Gemini e Claude quali tracce sarebbero uscite: tutti e tre i modelli mettevano l'intelligenza artificiale in cima alla lista dei temi d'attualita' piu' probabili. Il Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) ha scelto altro. E la cosa, paradossalmente, dice molto su come funzionano davvero queste IA.

Le tracce uscite il 18 giugno

Secondo quanto pubblicato sul sito del MIM, per la Tipologia A (analisi e interpretazione di un testo letterario) sono stati proposti Cesare Pavese e Vitaliano Brancati. Per la Tipologia B (analisi e produzione di un testo argomentativo) le tre tracce ruotavano attorno a testi di Giuseppe Saragat, del giornalista scientifico Piero Bianucci e del sociologo Frank Furedi. Per la Tipologia C (riflessione critica su tematiche di attualita') sono stati scelti spunti firmati da Mario Calabresi e dalla giornalista Wenke Husmann.

Di intelligenza artificiale come tema centrale, insomma, nessuna traccia in senso letterale. All'uscita dalle scuole il commento piu' ricorrente tra i maturandi e' stato proprio questo: "Ci aspettavamo l'IA e i social, invece il Ministero ha scelto altro".

Per la Maturita' 2026 le IA avevano pronosticato un tema sull'IA: non e' andata cosi'.

Cosa avevano previsto ChatGPT, Gemini e Claude

Nei giorni precedenti diverse testate avevano sottoposto ai tre chatbot la stessa domanda: "Quali tracce di attualita' potrebbero uscire alla Maturita' 2026?". Le risposte erano sorprendentemente allineate. Per l'analisi del testo, ChatGPT puntava su Pascoli, D'Annunzio, Morante, Deledda e Calvino; Claude indicava Montale come "candidato numero uno" perche' mancava da quattordici anni, accanto a Svevo e D'Annunzio.

Sui temi argomentativi e di attualita', invece, tutti e tre i modelli convergevano: intelligenza artificiale e impatto sulla societa', social network e identita' digitale, pace e conflitti internazionali, ambiente. L'IA, in pratica, prevedeva se stessa come argomento dell'anno. Sulla carta una scommessa ragionevole, vista la centralita' del tema nel dibattito pubblico. Nei fatti, una previsione mancata.

Perche' le IA hanno "sbagliato" (e cosa dice di loro)

L'episodio e' un piccolo promemoria su cosa sono e cosa non sono questi strumenti. ChatGPT, Gemini e Claude non hanno alcuna conoscenza privilegiata delle scelte del Ministero: non leggono documenti riservati, non prevedono il futuro. Quando rispondono a una domanda del genere, producono la continuazione statisticamente piu' plausibile a partire da cio' che hanno letto in addestramento e da cio' che circola nel dibattito mediatico.

Il risultato e' che tendono a riflettere il senso comune amplificandolo: se i giornali parlano di IA tutto l'anno, l'IA "scommettera'" sull'IA. E' lo stesso meccanismo che li rende utili come assistenti di scrittura e pericolosi come oracoli. La Commissione ministeriale, al contrario, lavora proprio per non essere prevedibile, evitando i temi piu' inflazionati. La distanza tra previsione e realta', qui, non e' un difetto tecnico: e' il segno che un esame ben fatto non si lascia indovinare da un modello statistico.

L'IA tra i banchi: dallo studio al sospetto di copiatura

Il toto-tracce e' solo la punta di un fenomeno piu' ampio. Secondo le rilevazioni di quest'anno, una quota molto alta di studenti usa l'IA per preparare le verifiche, riassumere appunti, generare schemi e simulare interrogazioni. Strumenti come NotebookLM, ChatGPT e Gemini sono ormai parte del metodo di studio di milioni di ragazzi, in Italia e altrove.

La contropartita e' il timore della copiatura. Durante le prove scritte l'uso di qualsiasi dispositivo connesso e' vietato e puo' costare l'annullamento dell'esame: smartphone e smartwatch vanno consegnati, e i regolamenti sono stati ribaditi con forza. Sul fronte istituzionale, il Garante per la protezione dei dati personali ha gia' acceso un faro sull'uso dell'IA nelle scuole, segno che il tema non riguarda solo la didattica ma anche la privacy dei minori.

La lezione della Maturita' 2026, alla fine, e' doppia. Da un lato l'IA si conferma un ottimo strumento per studiare, a patto di verificarne sempre le risposte. Dall'altro, la prova che non sia in grado di indovinare le tracce ricorda che la creativita' e il giudizio umano - quello della Commissione come quello dello studente davanti al foglio - restano qualcosa che un modello linguistico, per quanto potente, non sostituisce.