Se usi la Gemini CLI di Google dal terminale o nelle tue pipeline automatiche, hai una scadenza che non puoi ignorare: il 18 giugno 2026. Da quel giorno la vecchia Gemini CLI e le estensioni Gemini Code Assist smettono di servire le richieste per gli utenti gratuiti, Google AI Pro e Ultra. Al loro posto arriva la Antigravity CLI, lo strumento da riga di comando annunciato al Google I/O del 19 maggio 2026. Questa guida ti accompagna nella migrazione passo per passo, con i comandi, le trappole da evitare e cosa fare se qualcosa si rompe.

A chi serve questa guida e cosa otterrai

È pensata per sviluppatori, sistemisti e «smanettoni» che usano la Gemini CLI per fare domande al volo, generare codice o automatizzare task in script e CI/CD. Alla fine avrai: la Antigravity CLI installata e autenticata, le tue configurazioni (MCP, skill, estensioni) portate sul nuovo strumento, e le pipeline aggiornate in modo da non spezzarsi dopo il 18 giugno.

Prerequisiti: un computer con macOS, Linux o Windows; un account Google con accesso a Gemini (gratuito, Pro o Ultra); accesso al terminale; e, se usi l'automazione, i permessi per modificare script e configurazioni di CI/CD.

Chi può restare sulla vecchia CLI (e chi no)

Prima di tutto, verifica se la migrazione ti riguarda davvero. Secondo l'annuncio ufficiale di Google:

  • Devi migrare se usi la Gemini CLI da utente gratuito, Google AI Pro o Ultra.
  • Non sei toccato se la tua organizzazione usa la Gemini CLI o le estensioni tramite una licenza Gemini Code Assist Standard o Enterprise: in quel caso il supporto continua.

Dopo il 18 giugno, per gli account interessati, l'endpoint di autenticazione della vecchia CLI risponde con un errore HTTP 410 Gone e ogni comando gemini fallisce. Non è un avviso: è uno stop netto.

La migrazione richiede di sostituire i comandi gemini con il nuovo binario.

Cosa cambia con Antigravity CLI

Antigravity CLI non è un semplice cambio di nome. È scritta in linguaggio Go, quindi più reattiva e veloce all'avvio, ed è pensata fin dall'inizio per orchestrare più agenti in background: puoi lanciare un refactoring su larga scala o una ricerca su più argomenti senza bloccare la sessione del terminale. Attenzione, però: Google stessa avvisa che al lancio non c'è piena parità di funzioni tra la vecchia e la nuova CLI. Alcune funzionalità potrebbero mancare o comportarsi diversamente, quindi conviene testare prima di buttare via la vecchia configurazione.

Passo 1: installare Antigravity CLI

Il punto di partenza ufficiale è la pagina antigravity.google/download. Secondo la documentazione e le guide della community, l'installazione da riga di comando avviene così (verifica sempre i comandi esatti sulla pagina ufficiale, perché lo strumento è nuovo e i dettagli possono cambiare):

### macOS / Linux
curl -fsSL https://antigravity.google/cli/install.sh | bash

### macOS con Homebrew
brew install --cask antigravity-cli

### Windows (PowerShell)
irm https://antigravity.google/cli/install.ps1 | iex

Il nuovo eseguibile si chiama agy. Su sistemi Unix viene in genere installato in ~/.local/bin/agy: assicurati che questa cartella sia nel tuo PATH. Verifica che l'installazione sia andata a buon fine con:

agy doctor

Passo 2: autenticarsi

Al primo avvio devi collegare il tuo account Google. Lancia semplicemente:

agy

Si aprirà il flusso di autenticazione OAuth nel browser: accedi con lo stesso account che usavi con la Gemini CLI. Una volta completato, puoi ispezionare la configurazione rilevata con:

agy inspect

Passo 3: portare estensioni, skill e MCP

Questa è la parte dove si nascondono gli errori più insidiosi. Se usavi estensioni, «skill» di workspace o server MCP (Model Context Protocol), devi migrarli.

  1. Estensioni come plugin: importa le vecchie estensioni con agy plugin import gemini.
  2. Skill di workspace: sposta la cartella delle skill, ad esempio git mv .gemini/skills .agents/skills.
  3. Configurazione MCP: nei server remoti, il campo url va rinominato in serverUrl nel file di configurazione MCP.

Attenzione alla trappola più pericolosa: se dimentichi di rinominare url in serverUrl, la CLI non segnala alcun errore all'avvio. Il problema emerge solo quando l'agente prova a invocare lo strumento MCP, e a quel punto fallisce in modo silenzioso. Controlla quindi i tuoi file di configurazione con cura prima di affidarti al nuovo setup.

Passo 4: aggiornare gli script e le pipeline CI/CD

Qui sta il rischio più grande per chi automatizza. Lo script di migrazione converte la configurazione locale, ma non tocca i tuoi script, i cron job o i file di CI che invocano direttamente il binario gemini. Dopo il 18 giugno quelle chiamate falliranno con un errore di autenticazione.

La soluzione è cercare e sostituire tutte le invocazioni del vecchio comando. Per trovarle rapidamente:

grep -rn "gemini " . --include=*.sh --include=*.yml --include=*.yaml

Poi sostituisci le chiamate gemini ... con agy ..., adattando eventuali opzioni che fossero cambiate. Esegui sempre i test della pipeline in un ambiente di staging prima di portarli in produzione.

Tre prompt utili per iniziare

Una volta migrato, ecco alcuni prompt da provare per prendere confidenza con la nuova CLI:

Spiegami cosa fa questo repository: leggi i file principali e riassumi l'architettura in cinque punti.
Crea un test unitario per la funzione di parsing nel file utils.py e proponi i casi limite che dovrei coprire.
Avvia in background un refactoring che rinomini la variabile «data» in «payload» in tutto il progetto, mostrandomi un riepilogo delle modifiche prima di applicarle.

Il risultato atteso, per l'ultimo prompt, è che Antigravity CLI sfrutti la sua capacità di lavorare in background mostrandoti un piano prima di toccare i file, senza bloccare il terminale.

Errori comuni e come risolverli

Messaggio / sintomoSoluzione
command not found: agyLa cartella di installazione non è nel PATH: aggiungi ~/.local/bin al PATH o riavvia il terminale.
HTTP 410 Gone con geminiStai ancora usando la vecchia CLI dopo il 18 giugno: passa a agy.
Lo strumento MCP fallisce solo all'usoHai dimenticato di rinominare url in serverUrl nella config MCP.
La pipeline CI fallisce all'improvvisoCerca le chiamate dirette a gemini negli script e sostituiscile con agy.

Alternative e quando non migrare subito

Se la tua organizzazione ha una licenza Code Assist Standard o Enterprise, non sei obbligato a migrare adesso: puoi continuare con la Gemini CLI. Se invece dipendi da una funzione specifica della vecchia CLI che Antigravity non ha ancora replicato, valuta soluzioni alternative come strumenti CLI di altri fornitori (Claude Code di Anthropic o Codex di OpenAI) finché la parità di funzioni non sarà completa. In ogni caso, non aspettare l'ultimo minuto: testare la migrazione con qualche giorno di anticipo è l'unico modo per scoprire i fallimenti silenziosi prima che blocchino il lavoro.

Come proseguire

Dopo aver verificato che agy funziona in locale e nelle pipeline, dedica mezz'ora a esplorare le funzioni di orchestrazione degli agenti, che sono il vero valore aggiunto della nuova CLI. Consulta la documentazione ufficiale linkata da Google per le opzioni avanzate e tieni d'occhio gli aggiornamenti: trattandosi di uno strumento appena nato, nuove funzioni e correzioni arriveranno nelle prossime settimane.

Le procedure descritte combinano l'annuncio ufficiale di Google con guide tecniche della community; poiché Antigravity CLI è uno strumento molto recente, verifica sempre comandi e percorsi esatti sulla documentazione ufficiale prima di applicarli in produzione.