Il 24 luglio 2026 il gruppo sudcoreano SK Group e Nvidia hanno annunciato una partnership da oltre 500 miliardi di dollari per costruire infrastrutture di intelligenza artificiale, formalizzata con una serie di lettere d'intenti (LOI) rese pubbliche il giorno seguente. L'intesa copre due fronti che oggi contano più di ogni altra cosa nel settore: la costruzione di gigantesche "AI factory" e la fornitura garantita di memoria ad alte prestazioni. Non e' un dettaglio: senza quella memoria, i chip piu' potenti del mondo restano fermi.

L'accordo lega insieme diverse societa' della galassia SK, a partire da SK Telecom e SK Hynix, e proietta la Corea del Sud al centro della corsa globale ai data center per l'IA. Vediamo cosa prevede concretamente, perche' Nvidia ha tanta fretta di blindare la memoria e cosa significa tutto questo per il mercato.

La partnership SK-Nvidia ruota attorno ai semiconduttori e alla memoria ad alta banda. Foto: Jeremy Waterhouse / Pexels.

Cosa prevede l'accordo da 500 miliardi

La cifra, superiore ai 500 miliardi di dollari, non e' un assegno unico ma la stima complessiva di un programma pluriennale di investimenti che spazia dalla costruzione fisica dei data center alla fornitura di memoria per l'IA. Le due aziende hanno scelto lo strumento della lettera d'intenti: un impegno formale che fissa obiettivi e perimetro, ma che sara' seguito da contratti definitivi. L'annuncio, come conferma la newsroom di SK Hynix, parla esplicitamente di una collaborazione che va "dalla costruzione delle AI factory alla fornitura di memoria per l'IA".

L'obiettivo dichiarato e' servire la domanda di calcolo che sta esplodendo in Corea del Sud e in tutta l'area Asia-Pacifico, con applicazioni che vanno dall'IA sovrana (infrastrutture nazionali controllate dallo Stato) all'IA per le imprese, fino alla cosiddetta IA fisica per la robotica. In pratica, SK mette il territorio, l'energia e la produzione di memoria; Nvidia mette le piattaforme di calcolo e il software.

Il data center da 2 gigawatt di SK Telecom e i chip Vera Rubin

Il tassello piu' concreto e' il data center che SK Telecom costruira' in Corea. Si tratta di un impianto da 2 gigawatt di potenza, una scala enorme se si pensa che un grande data center tradizionale raramente supera qualche decina di megawatt. Due gigawatt sono paragonabili all'assorbimento di una grande citta': rende l'idea di quanta energia serva per addestrare e far funzionare i modelli di IA di nuova generazione.

L'infrastruttura sara' basata sulla piattaforma Nvidia DSX e sull'architettura di calcolo accelerato Vera Rubin, la generazione che Nvidia colloca al vertice della propria gamma, successiva alle GPU Blackwell. La prima fase dell'impianto e' prevista operativa nel 2027. Il punto chiave, e qui si chiude il cerchio, e' che questi sistemi Vera Rubin saranno alimentati dalle memorie HBM4 prodotte proprio da SK Hynix.

Il data center da 2 gigawatt di SK Telecom dovrebbe entrare in funzione nella prima fase nel 2027. Foto: Nic Wood / Pexels.

Che cos'e' l'HBM e perche' e' il vero collo di bottiglia

Per capire il senso strategico dell'accordo bisogna spiegare che cos'e' l'HBM, sigla che sta per High Bandwidth Memory, memoria ad alta banda. E' un tipo speciale di memoria in cui i chip non sono affiancati su una scheda, come nelle normali RAM dei computer, ma impilati verticalmente uno sopra l'altro e collegati da migliaia di micro-connessioni che attraversano i chip. Questa architettura tridimensionale permette di spostare dati a velocita' altissime tra la memoria e il processore.

Perche' conta cosi' tanto? Un acceleratore per l'IA come Vera Rubin macina un'enorme quantita' di calcoli, ma per lavorare deve continuamente leggere e scrivere i parametri del modello. Se la memoria non riesce a "servire" i dati abbastanza in fretta, la GPU resta in attesa, come un motore potentissimo strozzato da un tubo del carburante troppo stretto. La banda della memoria e' proprio la larghezza di quel tubo. Ecco perche' oggi l'HBM, e non tanto la potenza di calcolo grezza, e' diventata il vero collo di bottiglia dell'addestramento dell'IA.

L'HBM4 e' la generazione successiva di questa tecnologia, quella progettata per accompagnare proprio i chip Vera Rubin. Nvidia e SK Hynix hanno annunciato che approfondiranno la collaborazione per co-svilupparla e ottimizzarla insieme, adattandola alle esigenze specifiche delle nuove piattaforme. Non e' piu' un semplice rapporto fornitore-cliente: e' una progettazione congiunta.

Perche' Nvidia vuole blindare la memoria HBM4

Il vero motivo strategico dietro l'intesa e' la carenza globale di memoria. La domanda di HBM cresce piu' in fretta della capacita' produttiva mondiale, e i pochi produttori in grado di realizzarla (SK Hynix, Samsung e Micron) hanno gli ordini pieni per anni. Per Nvidia questo e' un rischio esistenziale: puo' anche progettare il chip piu' avanzato del pianeta, ma se non ha memoria HBM a sufficienza da montarci sopra, quel chip semplicemente non funziona e non si puo' vendere.

Firmando un accordo di fornitura di lungo termine con SK Hynix, Nvidia si assicura la memoria prima ancora che venga prodotta, togliendola di fatto ai concorrenti. Secondo diverse stime di settore, riprese anche dalla stampa specializzata come CNBC e Reuters, SK Hynix detiene gia' la quota maggioritaria dell'HBM4 destinata alle piattaforme Vera Rubin, con Samsung e Micron a seguire. Bloccare oggi quella fornitura significa mettere in sicurezza le vendite dei prossimi due o tre anni.

Assicurarsi la memoria HBM4 e' oggi altrettanto strategico che progettare la GPU. Foto: Jeremy Waterhouse / Pexels.

Lo stesso schema del data center OpenAI in Ohio

La mossa non e' isolata. Appena due giorni dopo, il 26 luglio 2026, e' emerso che Nvidia sta discutendo una garanzia da circa 250 miliardi di dollari a sostegno del data center che OpenAI intende costruire in Ohio. E' la stessa logica applicata all'altro capo della catena: se SK serve a bloccare la fornitura di memoria a monte, il sostegno a OpenAI serve a garantire la domanda di chip a valle.

Messe insieme, le due operazioni raccontano una strategia unica: Nvidia sta cercando di blindare l'intera catena del valore dell'IA, dalla materia prima (la memoria) fino al cliente finale che comprera' e usera' i suoi acceleratori. E' un modo per proteggersi in un mercato dove il rischio non e' piu' vendere poco, ma non riuscire a produrre e consegnare abbastanza.

Cosa significa per il mercato dell'IA

Per la Corea del Sud l'accordo e' un salto di posizionamento: da fornitore di componenti a nodo centrale dell'infrastruttura globale dell'IA, con investimenti, occupazione e competenze che restano sul territorio. Per SK Hynix e' la conferma di una leadership tecnologica nella memoria che oggi vale piu' dell'oro.

Per il resto del mercato il messaggio e' meno rassicurante. Se i grandi accordi di lungo termine si moltiplicano, la memoria HBM disponibile per gli altri, dai concorrenti di Nvidia alle aziende che vogliono costruire data center senza passare dai colossi, rischia di ridursi ulteriormente, con prezzi in salita. La partnership SK-Nvidia, insomma, non e' solo un annuncio miliardario: e' il segnale che nella corsa all'IA il potere si sta spostando verso chi controlla i colli di bottiglia fisici, energia e memoria in testa. E per ora, su quel fronte, Nvidia sta muovendo le pedine con largo anticipo.