OpenAI si trasforma anche in societa' di consulenza. Il laboratorio guidato da Sam Altman ha lanciato martedi' scorso, 12 maggio, OpenAI Deployment Company — gia' soprannominata DeployCo — un veicolo separato dotato di oltre 4 miliardi di dollari di capitale iniziale, pensato per affiancare le grandi aziende nell'integrazione dei modelli ChatGPT, Codex e degli agenti dentro processi e sistemi gestionali. OpenAI ne mantiene il controllo di maggioranza, mentre il resto della cordata mette i soldi e le forze sul campo.
Nello stesso annuncio e' arrivata l'acquisizione di Tomoro, boutique di consulenza specializzata nel deployment di sistemi AI in produzione. La transazione, di cui non sono stati comunicati i termini economici, porta in DeployCo circa 150 ingegneri e specialisti di applicazione che diventano operativi dal primo giorno della nuova societa'.
I 4 miliardi e i nomi degli investitori
La capitalizzazione iniziale arriva da una cordata pesante per nomi e diversificazione: i fondi di private equity TPG, Bain Capital, Brookfield, la banca d'investimento Goldman Sachs, le societa' di consulenza globale McKinsey & Company e Capgemini. La struttura ricorda quella di un fondo dedicato: i partner finanziari mettono il capitale, le societa' di consulenza portano relazioni con i CEO e le funzioni di compliance, OpenAI il software e il personale tecnico. La scelta di coinvolgere McKinsey e Capgemini segnala anche un cambio di tattica rispetto alla strategia "lasciamo fare ai system integrator" praticata fino al 2025.
"DeployCo nasce per aiutare le aziende a identificare dove l'IA puo' migliorare le operazioni e per costruire i sistemi attorno a quei flussi di lavoro", recita il comunicato pubblicato sul sito di OpenAI. La formula di servizio gira attorno alla figura del Forward Deployed Engineer: un ingegnere che vive dentro l'azienda cliente, collega ChatGPT e i modelli a dati e tool interni e li mette in produzione, evolvendo il sistema mano a mano che escono nuove versioni o nuovi strumenti.
La risposta alla mossa di Anthropic
La tempistica non e' casuale. Anthropic ha appena consolidato la propria alleanza con PwC, che certifichera' 30.000 consulenti su Claude entro fine anno e ha gia' lanciato un'unita' finanza tutta basata su Claude Code; venerdi' scorso, la stessa Anthropic ha rilanciato con Claude for Small Business per le PMI americane. Goldman Sachs, Blackstone e altre grandi banche d'affari hanno scelto Claude come fornitore primario nelle ultime gare di RFP enterprise: per OpenAI il rischio era di perdere il segmento delle Fortune 500 a vantaggio della startup di Dario Amodei.
DeployCo si presenta quindi come la risposta industriale al modello "consulting + modello AI" inaugurato da Anthropic. La differenza, per ora, sta nella scala: 4 miliardi di firepower dichiarato contro pacchetti partnership meno strutturati di Anthropic. E nel posizionamento: OpenAI promette una sola interfaccia tra modello, ingegneri e relazione commerciale, mentre Anthropic delega molto agli integrator.
Cosa cambia per chi sceglie l'IA in azienda
Sul lato dei clienti, DeployCo significa un interlocutore unico per progetti che, fino a ieri, richiedevano di assemblare almeno tre fornitori: la licenza di ChatGPT Enterprise, un'azienda di consulenza per la roadmap e un system integrator per la parte di sviluppo. Le tariffe non sono pubbliche, ma fonti vicine all'operazione citate da TechCrunch parlano di pacchetti a partire da 5 milioni di dollari annui per implementazioni "core" con un team dedicato di 8-12 persone in residenza presso il cliente.
Per chi e' gia' partito con progetti interni, l'arrivo di DeployCo mette pressione su Accenture, Deloitte, KPMG, EY e IBM Consulting, che hanno costruito negli ultimi 18 mesi unita' specifiche sull'IA generativa. Il punto debole storico di OpenAI era proprio il "miglio finale": modelli potentissimi ma poca capacita' di portarli in produzione su sistemi legacy. Con DeployCo e l'innesto di Tomoro la societa' di Altman copre quel vuoto in modo strutturato.
I numeri che giustificano la mossa
Dietro l'operazione c'e' la pressione dei numeri. CIO ha riportato che il mercato dei servizi di deployment AI in azienda vale gia' oltre 50 miliardi di dollari annui, in crescita del 130% su base annua. Le banche d'investimento stimano che DeployCo possa raggiungere 2 miliardi di ricavi nel 2027 e arrivare a 8 miliardi nel 2030, diventando di fatto la "divisione corporate" di OpenAI. Per Altman e' anche una difesa: tenere i grandi clienti dentro l'orbita OpenAI e non lasciarli scivolare verso Anthropic, Google o Mistral. Il prossimo banco di prova saranno i contratti dei Big Five della consulenza, che firmeranno tra giugno e luglio i primi accordi pilota con DeployCo.




