Dal 26 giugno 2026 GPT-4.5 non e' piu' disponibile in ChatGPT, nemmeno per i GPT personalizzati. Lo ha comunicato OpenAI nelle sue note di rilascio: le conversazioni che usavano quel modello proseguono automaticamente con GPT-5.5. Una mossa di pulizia del catalogo che, insieme ad altre novita' di prodotto arrivate negli stessi giorni, racconta come l'azienda stia consolidando l'offerta attorno alla famiglia GPT-5.

Addio a GPT-4.5: chi era e cosa lo sostituisce

GPT-4.5 era stato uno dei modelli "ponte" tra la generazione GPT-4 e l'attuale famiglia GPT-5. Ritirarlo significa spingere tutti gli utenti, anche quelli con GPT personalizzati costruiti su misura, verso GPT-5.5, piu' capace e con un profilo di costo e prestazioni migliore. Per chi aveva configurato assistenti su GPT-4.5, il passaggio e' trasparente: le chat continuano, ma il motore sottostante cambia. E' la prassi con cui OpenAI gestisce il ciclo di vita dei modelli, ritirando le versioni piu' vecchie man mano che le nuove le superano su tutta la linea, per evitare un catalogo frammentato e difficile da mantenere.

Codex Remote diventa disponibile per tutti, anche dal telefono

La novita' piu' rilevante per chi sviluppa riguarda Codex Remote, ora disponibile in via generale su tutti i piani. In pratica, e' possibile avviare o proseguire il lavoro su host Mac o Windows collegati direttamente dall'app mobile, controllando l'avanzamento e approvando le azioni dell'agente dallo smartphone. Un programmatore puo' lanciare un compito dal computer di casa e poi, in metropolitana, seguire dal telefono come l'agente sta procedendo, autorizzando o bloccando i passaggi delicati.

OpenAI ha aggiunto anche un plugin per DigitalOcean che permette a Codex di creare un server cloud (un "Droplet"), configurare l'accesso SSH e collegarlo all'app come ambiente di lavoro remoto. E' un tassello della strategia che trasforma Codex da semplice assistente di scrittura del codice a vero e proprio agente operativo, capace di gestire infrastruttura e ambienti di esecuzione in autonomia.

Con Codex Remote si avviano e si approvano i compiti dell'agente anche dallo smartphone.

Piu' controllo sulla sicurezza dell'account

Sul fronte della protezione degli account, OpenAI ha introdotto Active Sessions, una funzione che permette di rivedere le sessioni collegate al proprio profilo e di disconnettere quelle che non si riconoscono. Per ogni sessione vengono mostrati dettagli come dispositivo, app, posizione approssimativa, orario di accesso e stato di "dispositivo affidabile". E' una funzione ormai standard nei servizi piu' diffusi, ma la sua introduzione in ChatGPT segnala l'attenzione crescente verso la sicurezza, in un periodo in cui questi account custodiscono conversazioni, dati e integrazioni sempre piu' sensibili. Chi nota un accesso sospetto puo' chiudere quella sessione con un tocco, senza dover cambiare l'intera password.

Una pulizia che prepara il terreno a GPT-5.6

Il ritiro di GPT-4.5 non e' un episodio isolato. Pochi giorni prima, il 26 giugno, OpenAI aveva presentato in anteprima GPT-5.6 Sol, descritto come modello di nuova generazione piu' forte su programmazione, scienza e sicurezza informatica, inizialmente riservato via API e Codex a un gruppo selezionato di partner e organizzazioni. Sfoltire i modelli piu' vecchi e consolidare l'esperienza attorno a GPT-5.5 e alle versioni successive serve proprio a preparare il terreno alla diffusione dei nuovi sistemi, riducendo la confusione per gli utenti che oggi si trovano davanti a un menu di scelte sempre piu' lungo.

Cosa significa per chi usa ChatGPT ogni giorno

Per l'utente medio, il messaggio e' semplice: il catalogo dei modelli si semplifica e diventa piu' coerente attorno a GPT-5.5 e alle versioni successive, mentre le funzioni di gestione dell'account maturano. Per chi sviluppa, la disponibilita' di Codex Remote su tutti i piani abbassa la barriera all'uso di agenti di coding sempre piu' autonomi, integrati con il proprio computer e con il cloud. Sono aggiornamenti che, presi singolarmente, sembrano minori, ma che nel loro insieme raccontano la direzione del 2026: meno modelli da scegliere, agenti piu' capaci e un controllo piu' fine su sicurezza e operativita'.