Il 31 luglio 2026 OpenAI ha pubblicato un documento intitolato "Building abundant intelligence", in cui fissa un obiettivo che suona quasi fantascientifico: costruire una "fabbrica" capace di aggiungere un gigawatt di nuova infrastruttura di calcolo ogni settimana. Un gigawatt è la potenza di una grande centrale elettrica; l'idea è replicarne l'equivalente, in termini di data center per l'IA, con cadenza settimanale.
Cosa significa "un gigawatt a settimana"
OpenAI parte da una premessa: l'intelligenza artificiale è limitata soprattutto dalla capacità di calcolo disponibile, e quindi dall'energia e dalle strutture che la ospitano. Per l'azienda "abbondanza" significa un'intelligenza che diventa continuamente più capace, più economica e più utile a chi la usa. Realizzarla richiede innovazione a ogni livello dello stack — dai chip all'energia, dagli edifici alla robotica — e l'azienda stessa ammette che l'obiettivo del gigawatt settimanale sarà "estremamente difficile" e richiederà anni.
Stargate: circa 7 gigawatt pianificati e oltre 400 miliardi
Dietro le parole c'è il programma Stargate, l'iniziativa infrastrutturale che OpenAI porta avanti con Oracle, SoftBank e altri partner. Con l'aggiunta di nuovi siti, il progetto arriva a circa 7 gigawatt di capacità pianificata e oltre 400 miliardi di dollari di investimenti previsti nei tre anni successivi, lungo un percorso che punta a onorare l'impegno complessivo da 500 miliardi e 10 gigawatt. Sono cifre che, se confermate, collocano OpenAI tra i più grandi investitori in infrastrutture fisiche del pianeta, non più solo un'azienda di software.
Perché OpenAI accelera proprio adesso
La corsa alla capacità di calcolo è diventata il vero campo di battaglia dell'IA. I concorrenti cinesi abbassano i prezzi dell'inferenza, i laboratori occidentali temono di restare senza chip e memoria, e la domanda di modelli agentici — che consumano molti più token di una semplice chat — cresce in fretta. Assicurarsi energia e data center oggi significa poter addestrare e servire i modelli di domani senza dipendere dai capricci del mercato. È la stessa logica che ha spinto Anthropic, Meta, Microsoft e Google ad annunciare spese record in conto capitale.
In casa: ChatGPT assorbe Atlas, o3 va in pensione
Mentre guarda ai gigawatt, OpenAI riordina anche i prodotti. Il browser sperimentale Atlas smetterà di funzionare il 9 agosto 2026: le sue funzioni di navigazione agentica confluiscono dentro ChatGPT e lo strumento di sviluppo Codex, con supporto a più schede, download, navigazione migliorata e accesso agli account. In parallelo, il modello di ragionamento o3 sarà ritirato da ChatGPT il 26 agosto, al termine di un periodo di dismissione di 90 giorni. Sono mosse che segnano il passaggio da una fase di sperimentazione a una di consolidamento della piattaforma.
I rischi: energia, capitale e sostenibilità
Il piano solleva domande enormi. Da dove arriveranno l'energia e l'acqua per raffreddare tutti questi data center? Chi finanzierà centinaia di miliardi se i ricavi non cresceranno abbastanza in fretta? E che impatto avrà sulle bollette e sulle reti elettriche dei territori coinvolti? OpenAI presenta l'"intelligenza abbondante" come una promessa — cure mediche migliori, scoperte scientifiche, strumenti per tutti — ma la fattibilità dipenderà dalla capacità di reggere costi e vincoli fisici che nessuna azienda di software ha mai affrontato prima.




