Palantir ha chiuso il secondo trimestre del 2026 con ricavi per 1,94 miliardi di dollari, in crescita del 93% rispetto a un anno prima, e ha alzato per l'ennesima volta le stime per l'intero anno. I conti, diffusi il 3 agosto, hanno spinto il titolo in rialzo di circa il 15% e hanno consolidato l'idea che l'azienda di Denver sia diventata il termometro più sensibile della domanda aziendale di intelligenza artificiale.

Il dato più impressionante non è il fatturato complessivo, ma la sua composizione: è il business commerciale statunitense — le imprese private, non i contratti con la Difesa — a correre più forte. È il segnale che a spendere ora non sono solo i governi, ma le aziende.

I numeri del trimestre: +93% e utili sopra le attese

Nel dettaglio, Palantir ha registrato un utile rettificato per azione di 0,41 dollari, sopra gli 0,34 attesi dagli analisti. Il ricavo commerciale negli Stati Uniti è salito del 149% su base annua, a 764 milioni di dollari: un segmento che, per effetto della composizione, è cresciuto del 380% dal 2024. L'azienda ha rivendicato un «Rule of 40» record del 155% — l'indicatore che somma tasso di crescita e margini e che sopra quota 40 segnala un'azienda software in ottima salute — e un flusso di cassa rettificato di 1,22 miliardi nel solo trimestre. Palantir ha inoltre superato la soglia del miliardo di dollari sia nell'utile netto contabile sia nel flusso di cassa rettificato: numeri che, per una società a lungo accusata di crescere senza profitti, cambiano la narrazione.

Dopo la trimestrale, il titolo Palantir è salito di circa il 15%.

La guidance annuale alzata a oltre 8 miliardi

Palantir ha rivisto al rialzo le previsioni: ora si attende ricavi 2026 tra 8,15 e 8,16 miliardi di dollari (in pratica una crescita dell'82%), con il commerciale USA sopra 3,42 miliardi, pari ad almeno il 134% di crescita annua. Anche l'utile operativo rettificato atteso sale a 4,89-4,90 miliardi e il flusso di cassa rettificato a 4,5-4,7 miliardi. Come si legge nel comunicato ufficiale, il management parla apertamente di «domanda senza precedenti». Alzare la guidance trimestre dopo trimestre è ciò che il mercato premia di più: significa che l'azienda continua a superare le proprie stesse aspettative.

Cosa vende davvero Palantir e perché le imprese lo comprano

Il prodotto che traina la crescita è AIP (Artificial Intelligence Platform), il sistema con cui le aziende collegano i modelli linguistici ai propri dati e processi operativi. Il punto di forza rivendicato è l'integrazione: non un chatbot generico, ma agenti che agiscono dentro i flussi di lavoro reali — produzione, logistica, sanità, finanza. Nella call con gli analisti l'azienda ha raccontato di aver vinto un confronto diretto (un «bake-off») contro laboratori di frontiera, convertendo un cliente della Silicon Valley in un contratto da 10 milioni di dollari di valore annuo.

È un punto strategico: Palantir non compete tanto sul modello più intelligente, quanto sulla capacità di far funzionare l'IA dentro l'organizzazione, con i suoi dati sparsi, i suoi processi e i suoi vincoli. Un modello, per quanto potente, non risolve da solo un problema aziendale; serve l'impalcatura che lo collega alle informazioni giuste e lo mette al lavoro in modo controllato. È esattamente questa impalcatura ciò che l'azienda vende.

La crescita è trainata dal segmento commerciale statunitense, non dai contratti pubblici.

Il rovescio della medaglia: valutazione e concentrazione dei clienti

C'è però un tema che accompagna ogni trimestrale di Palantir: la valutazione. Il titolo tratta a multipli molto superiori a quelli di qualsiasi altra grande software company, il che significa che il mercato sconta già anni di crescita elevatissima. Ogni delusione, anche minima, può innescare correzioni brusche — il rovescio di un titolo diventato simbolo dell'euforia sull'IA. A questo si aggiunge la storica dipendenza da pochi grandi clienti e dai contratti governativi statunitensi, che restano una quota rilevante del fatturato e che espongono l'azienda al ciclo politico e di bilancio di Washington.

Gli analisti guarderanno soprattutto a due cose nei prossimi trimestri: se il commerciale USA mantiene ritmi così elevati anche su una base più grande, e se la crescita si estende fuori dagli Stati Uniti, dove Palantir è storicamente più debole. Il rischio, per un'azienda che cresce del 90%, è che il rallentamento fisiologico — inevitabile su numeri sempre più grandi — venga letto dal mercato come una frenata.

Cosa dice questa trimestrale sul settore

Per l'intero comparto, il messaggio è chiaro: dopo due anni di sperimentazioni, le imprese stanno passando alla spesa vera sull'IA applicata ai propri dati. Palantir è oggi la prova più concreta che questa spesa sta arrivando ai conti economici — e non solo alle slide dei fornitori. La domanda che resta aperta, e che riguarda anche il mercato europeo, è se questo passaggio dalla sperimentazione alla produzione genererà ritorni misurabili per i clienti, o se una parte della spesa attuale si rivelerà, col tempo, un investimento in cerca di risultati.