Costruire da zero una startup con un percorso credibile verso il miliardo di dollari di valutazione, in otto settimane, usando esclusivamente un agente di intelligenza artificiale. È la sfida lanciata da Perplexity con il suo «Billion Dollar Build», il concorso le cui candidature si sono chiuse il 2 giugno e la cui finale dal vivo si è tenuta martedì 9 giugno 2026. In palio, per il vincitore, fino a 3 milioni di dollari.
Oltre al premio, l'iniziativa è un'operazione di marketing tanto spregiudicata quanto rivelatrice della direzione che ha preso l'industria: dimostrare che con gli «agenti» — sistemi di IA capaci di navigare il web, compilare moduli, scrivere codice ed eseguire compiti complessi al posto dell'utente — un singolo fondatore può fare il lavoro che fino a ieri richiedeva un intero team.
Come funziona il concorso e cosa si vince
La struttura del premio, comunicata da Perplexity ad aprile, prevede fino a 3 milioni di dollari così suddivisi: un milione come capitale seed, un milione in crediti di calcolo e un milione come potenziale investimento di follow-on. La condizione è vincolante: i partecipanti devono costruire il proprio progetto usando esclusivamente Perplexity Comet, l'agente che l'azienda ha sviluppato per automatizzare attività di ricerca, analisi e operatività dentro il browser.
La giuria riunisce nomi di primo piano della Silicon Valley, a partire da Aravind Srinivas, fondatore e amministratore delegato di Perplexity, affiancato da figure di rilievo del settore come Mira Murati, ex direttrice tecnica di OpenAI e oggi alla guida di Thinking Machines Lab. Una vetrina che, al di là del vincitore, serve a posizionare Perplexity non più come semplice motore di ricerca conversazionale, ma come piattaforma su cui costruire intere aziende.
La scommessa: gli agenti come moltiplicatori
Il «Billion Dollar Build» cavalca la narrazione del momento, quella delle aziende «di una persona sola» rese possibili dagli agenti. È un'idea che ha un fondo concreto — automatizzare ricerca di mercato, prototipazione, supporto clienti e parte dello sviluppo software accorcia davvero i tempi — ma anche una buona dose di marketing. Costruire un prodotto in poche settimane è un conto; costruire un'azienda che valga un miliardo, con clienti paganti, processi e un mercato reale, è tutt'altra impresa. Il concorso confonde volutamente i due piani, perché è proprio quella promessa a generare attenzione.
Perché la mossa è strategica per Perplexity
Per Perplexity, valutata diversi miliardi di dollari dopo i round degli ultimi due anni, l'operazione ha una logica chiara. L'azienda compete con i colossi su un terreno affollato: la ricerca con l'IA è insidiata da Google, che ha integrato i suoi AI Overviews e la modalità AI nel motore, e da ChatGPT, che ha aggiunto funzioni di navigazione e shopping. Spostare il racconto dal «cercare meglio» al «fare di più» le permette di differenziarsi e di legare a sé una comunità di sviluppatori e fondatori che adottano Comet come strumento di lavoro quotidiano.
Resta da vedere se dal concorso nascerà davvero un'azienda destinata a durare o se, come spesso accade con le sfide a tempo, i progetti vincenti si riveleranno demo brillanti più che imprese solide. In ogni caso, il «Billion Dollar Build» fotografa bene il 2026 dell'intelligenza artificiale: un anno in cui la promessa non è più rispondere alle domande, ma agire al posto nostro.




