Il 10 agosto 2026 Mark Zuckerberg ha pubblicato una lettera aperta intitolata "The Future is for Everyone: The Path to a Positive AI Future", in cui difende l'intelligenza artificiale a pesi aperti e chiede alla politica statunitense di rimuovere gli ostacoli che, a suo dire, frenano i modelli americani. Lo stesso giorno Meta ha reso disponibili due nuovi modelli, Muse Glimmer e Muse Spark 1.2.
Cosa chiede Zuckerberg alla politica americana
Il messaggio centrale è geopolitico. "È importante che gli Stati Uniti e i loro alleati guidino l'ecosistema dell'intelligenza artificiale open source, che rappresenterà una quota significativa dell'utilizzo globale dell'IA", scrive Zuckerberg nella lettera ripresa dall'ANSA. Secondo il fondatore di Meta, i laboratori americani sono penalizzati da restrizioni più severe sui dati di addestramento rispetto ai concorrenti stranieri, e "la politica statunitense deve ridurre questo ostacolo" se gli Stati Uniti vogliono mantenere la leadership sui modelli aperti.
Il modello cinese come riferimento paradossale
Il paradosso è che il termine di paragone di Zuckerberg è proprio la Cina. Negli ultimi mesi i laboratori cinesi hanno inondato il mercato di modelli aperti e a basso costo: DeepSeek con la serie V4, Alibaba con Qwen3.8-Max, Moonshot con Kimi K3. Molti di questi vengono scaricati e adattati in tutto il mondo, costruendo un ecosistema di sviluppatori attorno alla tecnologia cinese. Zuckerberg sostiene che l'Occidente dovrebbe adottare una strategia simile — rilasciare modelli potenti e liberi — per non cedere quello spazio di influenza. È un'inversione retorica notevole: fino a poco tempo fa l'apertura dei modelli cinesi veniva descritta a Washington soprattutto come un rischio.
I due modelli annunciati: Muse Glimmer e Muse Spark 1.2
Alle parole Meta ha accompagnato i fatti. Muse Glimmer è un modello da 30 miliardi di parametri rilasciato con licenza permissiva Apache 2.0, abbastanza compatto da girare su un normale computer con una singola scheda grafica di fascia consumer; è pensato come agente "sempre attivo", capace di usare strumenti, scrivere codice e operare su file e schermate. Muse Spark 1.2, più potente e con contesto fino a un milione di token, resta il modello di riferimento della famiglia. È la conferma della strategia a due velocità di Meta: un modello di punta e una versione distillata e aperta che chiunque può scaricare e mettere a punto. Le testate CNBC e TechCrunch leggono in Glimmer il primo assaggio concreto della "superintelligenza personale" evocata da Zuckerberg: un agente che lavora per l'utente in ambiti come salute, lavoro, finanze personali e gestione della casa.
Un miliardo per le comunità vicine ai data center
Nella stessa comunicazione Meta ha annunciato un fondo da un miliardo di dollari destinato ad affrontare le preoccupazioni delle comunità americane toccate dalla costruzione dei suoi enormi data center — dal consumo d'acqua alle ricadute sulla rete elettrica. Un tentativo di disinnescare le tensioni locali che accompagnano l'espansione delle infrastrutture di calcolo, un tema sempre più politico negli Stati Uniti.
Cosa significa per l'Europa e per l'Italia
Per l'Europa la posta in gioco è duplice. Da un lato i modelli aperti come Muse Glimmer abbassano la barriera d'ingresso: aziende, pubbliche amministrazioni e ricercatori italiani possono usarli in locale, senza inviare dati a server esterni, un vantaggio non da poco sul fronte della privacy e della sovranità tecnologica. Dall'altro, l'AI Act europeo — la cui fase di applicazione sui modelli generali è scattata il 2 agosto — impone obblighi di trasparenza e documentazione che riguardano anche chi rilascia modelli aperti, sia pure con alcune esenzioni. La spinta di Zuckerberg alla deregolamentazione americana rischia così di allargare ancora la distanza normativa tra le due sponde dell'Atlantico.




