All'inizio di giugno 2026 i fondi Apollo Global Management e Blackstone hanno chiuso un pacchetto di credito privato da 35 miliardi di dollari destinato a finanziare l'espansione della potenza di calcolo di Anthropic. Secondo Axios e altre fonti finanziarie, e' il piu' grande accordo di private credit mai realizzato per un'azienda di intelligenza artificiale, e introduce un modo nuovo — e finora poco visto — di pagare l'infrastruttura dell'IA.

Come e' costruito l'accordo da 35 miliardi

Il meccanismo e' tanto ingegnoso quanto rivelatore di quanto sia diventato costoso il calcolo. Apollo e Blackstone hanno strutturato l'operazione attraverso una societa' veicolo (un cosiddetto SPV) che acquista le TPU di Google — i chip proprietari del gigante di Mountain View per l'addestramento e l'inferenza — e le concede poi in leasing ad Anthropic, distribuite su cinque data center negli Stati Uniti.

A rendere l'accordo appetibile per i creditori sono due garanzie incrociate: Broadcom fornisce garanzie sul valore residuo dei chip, mentre Google garantisce i pagamenti sulla capacita' in affitto in tutte e cinque le strutture. In pratica, il rischio per chi presta il denaro viene fortemente attenuato. La capacita' sara' installata in siti gestiti da Fluidstack a partire dalla meta' del 2026.

L'SPV acquista le TPU di Google e le affitta ad Anthropic: i chip diventano un asset finanziario.

Una prima tranche da oltre 1 gigawatt, l'obiettivo e' 20

La transazione annunciata serve a sostenere un'espansione di oltre 1 gigawatt di calcolo dedicato. Ma la piattaforma di finanziamento e' pensata per arrivare molto piu' in alto: l'amministratore delegato di Broadcom, Hock Tan, ha parlato di una "AI XPV Platform" costruita insieme ad Apollo, Blackstone e altri, con l'obiettivo di mettere in campo oltre 20 gigawatt di potenza entro il 2028. Per dare un'idea, si tratta di un fabbisogno energetico paragonabile a quello di una grande regione industriale.

Perche' il calcolo IA si finanzia ormai come le autostrade

L'aspetto piu' significativo non e' la cifra in se', ma il modello. Tenere fuori dal proprio bilancio decine di miliardi di dollari di chip — facendoli comprare a un veicolo finanziario e prendendoli in affitto — permette ad Anthropic di scalare la capacita' senza appesantire i conti. E' la stessa logica con cui si finanziano grandi infrastrutture fisiche come autostrade, centrali o reti: il calcolo per l'IA diventa un asset che si compra, si garantisce e si affitta.

Per Anthropic l'accordo significa una cosa concreta: poter addestrare e servire modelli sempre piu' grandi senza dipendere unicamente dagli aumenti di capitale azionario. Per il settore, e' un segnale di maturita' e insieme di tensione: la corsa all'IA e' diventata anche una corsa al credito, e i fondi di private equity sono ormai attori centrali quanto i produttori di chip. Resta aperta la domanda di fondo, che vale per tutti i protagonisti del momento: questa montagna di investimenti trovera' ricavi all'altezza?

Il contesto: Anthropic tra Borsa e fame di calcolo

L'accordo arriva in un momento in cui Anthropic e' al centro dell'attenzione finanziaria. L'azienda guidata da Dario Amodei e' data tra le candidate piu' calde a una possibile quotazione e, secondo diverse ricostruzioni, ha recentemente superato i rivali su alcuni segmenti del mercato delle API. Per sostenere modelli sempre piu' grandi e una domanda enterprise in crescita, serve potenza di calcolo in quantita' enormi: addestrare e poi servire un modello di frontiera richiede decine di migliaia di acceleratori che funzionano in parallelo per mesi.

Finanziare tutto questo solo con il capitale raccolto dagli investitori azionari sarebbe insostenibile e diluirebbe troppo la proprieta'. Da qui la scelta di rivolgersi al credito privato, lo stesso mondo che negli ultimi anni ha finanziato infrastrutture e operazioni di leveraged buyout.

I rischi nascosti di una struttura cosi' complessa

Un'ingegneria finanziaria di questa portata non e' priva di insidie. I chip per l'IA invecchiano in fretta: una nuova generazione puo' dimezzare il valore di mercato di quella precedente in pochi trimestri, ed e' proprio per questo che servono garanzie sul valore residuo come quelle di Broadcom. Inoltre, legare il rimborso del debito ai pagamenti garantiti da Google crea una rete di dipendenze incrociate tra produttori di chip, fondi, gestori di data center e laboratori. Se la domanda di IA dovesse rallentare, o se i ricavi non crescessero al ritmo previsto, queste strutture potrebbero rivelarsi fragili. Per ora il mercato scommette sull'accelerazione; ma la storia recente della tecnologia ricorda che le corse all'infrastruttura possono finire con capacita' in eccesso.