Dall'11 agosto 2026 la pubblicita' dentro ChatGPT non e' piu' solo un esperimento americano. OpenAI ha esteso il test degli annunci sponsorizzati a cinque nuovi mercati - Regno Unito, Messico, Brasile, Giappone e Corea del Sud - dopo la prima fase avviata negli Stati Uniti il 9 febbraio scorso. E' un passaggio delicato per il prodotto di IA piu' usato al mondo, e segna l'ingresso ufficiale di OpenAI nel business degli inserzionisti.

Chi vede gli annunci e chi no

La regola e' netta: gli annunci compaiono solo agli utenti dei piani gratuiti (Free) e del piano economico Go. Chi paga - gli abbonati Plus, Pro, Business ed Enterprise - continua a usare ChatGPT senza alcuna pubblicita'. In pratica, la pubblicita' diventa il prezzo implicito della gratuita': paghi con l'attenzione invece che con l'abbonamento.

OpenAI ha precisato che gli annunci sono chiaramente etichettati come "sponsorizzati" e tenuti separati dalle risposte, e che vengono esclusi da temi sensibili come politica, salute e salute mentale, oltre che dai profili di utenti minorenni. Sono paletti pensati per limitare i rischi reputazionali di una scelta che, nel mondo dell'IA conversazionale, resta terreno inesplorato.

Gli annunci compaiono solo agli utenti Free e Go: i piani a pagamento restano senza pubblicita'.

Come funzionano gli annunci (e cosa promette OpenAI)

Secondo l'azienda, la pubblicita' non influenzera' in alcun modo le risposte fornite dal modello: gli annunci restano un elemento distinto, mostrato accanto alla conversazione e non incorporato nel testo generato. La personalizzazione, spiega OpenAI, si basa su informazioni che restano all'interno di ChatGPT per rendere gli annunci pertinenti, senza che questi dati vengano condivisi con gli inserzionisti.

Gli utenti avranno inoltre alcuni strumenti di controllo: potranno visualizzare, chiudere o commentare gli annunci che compaiono. L'obiettivo dichiarato e' finanziare il lavoro sulle infrastrutture e sostenere l'accesso gratuito o a basso costo all'IA, in un momento in cui i costi di calcolo continuano a crescere.

Perche' OpenAI ha scelto la pubblicita'

La mossa non e' una sorpresa. Da mesi si discute di come OpenAI possa reggere i costi enormi legati all'addestramento e al funzionamento dei modelli, mentre il numero di utenti gratuiti cresce senza generare ricavi diretti. Introdurre la pubblicita' e' la strada seguita da quasi tutti i grandi servizi digitali di massa: e' cosi' che si sostiene un prodotto usato da centinaia di milioni di persone senza alzare il muro dell'abbonamento.

Resta la domanda che molti utenti si pongono: un assistente conversazionale finanziato dalla pubblicita' rischia, nel tempo, di piegare i suoi consigli agli interessi degli inserzionisti? OpenAI giura di no e insiste sulla separazione netta tra risposte e annunci. Il test nei cinque nuovi Paesi servira' proprio a misurare, sul campo, la reazione degli utenti e la tenuta di quella promessa. Per l'Italia, al momento, non e' previsto l'arrivo immediato degli annunci, ma l'espansione europea partita dal Regno Unito lascia intuire che la direzione e' segnata.

Il precedente dei motori di ricerca e i rischi per la fiducia

Il tema e' tutt'altro che teorico. La pubblicita' ha reso enormi i motori di ricerca e i social network, ma ha anche innescato anni di polemiche su come gli annunci si mescolino ai risultati "organici" e su quanto pesino nelle scelte degli utenti. Con un assistente che risponde in linguaggio naturale e a cui molti chiedono consigli su cosa comprare, dove mangiare o quale prodotto scegliere, il confine tra suggerimento neutro e messaggio commerciale diventa ancora piu' sottile. La trasparenza dell'etichetta "sponsorizzato" sara' decisiva per non erodere la fiducia, che e' l'asset piu' prezioso di un prodotto come ChatGPT.

Nel frattempo OpenAI ha continuato a spingere anche sul fronte dell'accesso, con l'espansione globale del piano economico ChatGPT Go. La combinazione tra un piano low cost e la pubblicita' sui piani gratuiti disegna con chiarezza la nuova strategia: allargare il piu' possibile la base di utenti e trovare, finalmente, un modo per farla fruttare. Per gli inserzionisti, poter raggiungere un pubblico cosi' vasto in un contesto conversazionale rappresenta un'opportunita' nuova; per gli utenti, il compromesso e' quello di sempre - un servizio gratuito in cambio di un po' di pubblicita'.