Per anni Foxconn e' stata conosciuta soprattutto come l'azienda che assembla gli iPhone. Il secondo trimestre del 2026 segna un punto di svolta: i server per l'intelligenza artificiale hanno pesato il 51% dei ricavi del colosso taiwanese, superando per la prima volta l'elettronica di consumo, ferma al 29%. L'utile trimestrale e' cresciuto del 35% rispetto a un anno prima.

E' il ribaltamento di un modello di business durato quasi vent'anni. Il piu' grande produttore a contratto di elettronica al mondo — quello che monta smartphone, console e computer per conto di terzi — ricava ormai piu' della meta' del suo fatturato dai rack che alimentano i data center dell'IA.

Cosa dicono i numeri del trimestre

Il dato del 51% e' quello che colpisce di piu', ma va letto insieme all'utile in crescita del 35%: non si tratta solo di uno spostamento di volumi verso un prodotto piu' voluminoso, ma di un business che genera margini in aumento. I server per l'IA, in particolare quelli basati sulle piattaforme Nvidia di ultima generazione, sono apparecchiature complesse e costose, ben diverse dall'assemblaggio ad alto volume e basso margine dei prodotti di consumo.

I server IA basati sulle piattaforme Nvidia generano margini piu' alti dell'elettronica di consumo.

Perche' e' successo: la corsa ai data center

Dietro il sorpasso c'e' la domanda insaziabile di infrastruttura per l'IA. I grandi operatori cloud, i laboratori di modelli e le imprese stanno costruendo data center a un ritmo senza precedenti, e ogni impianto richiede migliaia di server ad alte prestazioni. Foxconn, che ha investito per anni nella capacita' di assemblare sistemi Nvidia su larga scala, si e' trovata nel posto giusto al momento giusto.

Il fenomeno non riguarda solo Taiwan. La stessa settimana ha visto una raffica di annunci lungo tutta la filiera: dagli accordi sui chip alle centrali elettriche dedicate ai data center, fino ai finanziamenti da centinaia di miliardi. Foxconn e' l'anello di assemblaggio di questa catena, ma il segnale che manda vale per l'intero settore: la spesa in hardware per l'IA e' arrivata a un punto in cui riscrive i bilanci anche delle aziende piu' grandi e diversificate.

Il rovescio della medaglia: dipendenza e ciclicita'

C'e' pero' un'altra faccia. Aver legato oltre meta' dei ricavi a un solo settore — e in buona parte a un solo fornitore di chip, Nvidia — espone Foxconn a una concentrazione di rischio notevole. Se la spesa in data center dovesse rallentare, o se i clienti dovessero rivedere i loro piani di investimento come gia' accaduto in passato nei cicli tecnologici, l'azienda si troverebbe molto piu' esposta di quando dipendeva da un mix piu' equilibrato di prodotti.

Il tema si intreccia con un dibattito piu' ampio sulla sostenibilita' della corsa all'IA: diversi osservatori segnalano un divario crescente tra la spesa colossale in infrastruttura e i ricavi effettivamente generati dalle applicazioni. Finche' la domanda regge, aziende come Foxconn prosperano; il momento in cui la si dovesse mettere in discussione, sarebbero tra le prime a sentirne l'effetto.

Cosa significa oltre Taiwan

La scommessa di Foxconn sulla diversificazione

Il sorpasso dei server IA non e' capitato per caso. Da anni Foxconn cerca di uscire dal ruolo di semplice assemblatore a basso margine, dipendente da pochi grandi clienti — Apple su tutti — e dalla stagionalita' dei prodotti di consumo. L'investimento nella capacita' di costruire sistemi per data center e', in questa prospettiva, il frutto di una strategia deliberata: spostarsi verso segmenti a maggior valore aggiunto, dove conta la capacita' ingegneristica di integrare componenti complessi, non solo il volume.

Il rischio, come sempre, e' scambiare un'eccessiva dipendenza con un'altra. Dove prima c'era Apple, ora c'e' la domanda di data center trainata da Nvidia. La differenza e' che il mercato dell'IA e' oggi in piena espansione, mentre quello degli smartphone e' maturo. Ma i cicli tecnologici insegnano prudenza: nessuna fase di crescita dura per sempre.

Va aggiunto che Foxconn non e' l'unico soggetto della filiera a vivere questo spostamento. I produttori di memoria, di sistemi di raffreddamento a liquido e di alimentatori ad alta potenza stanno registrando la stessa impennata di domanda, al punto che la carenza di alcuni componenti — dalla memoria ad alta larghezza di banda ai moduli DRAM — ha gia' iniziato a far salire i prezzi. Il trimestre record di Foxconn e' quindi la punta visibile di un fenomeno che attraversa l'intera catena di fornitura dell'hardware per l'IA.

Cosa significa oltre Taiwan

Per il resto della filiera — inclusi i produttori europei di componenti, i fornitori di sistemi di raffreddamento e le aziende che costruiscono e gestiscono data center — il trimestre di Foxconn e' un termometro. Racconta che la domanda di hardware per l'IA e' ancora forte e che il valore, nella catena dell'elettronica, si sta spostando dai prodotti che teniamo in tasca alle macchine invisibili che fanno funzionare i modelli. Anche in Italia, dove cresce la costruzione di data center e la domanda di infrastruttura di calcolo, l'andamento dei grandi assemblatori asiatici e' un indicatore anticipatore: quando aziende come Foxconn spingono sull'IA, significa che gli ordini a monte della catena sono robusti. Un cambiamento che, silenziosamente, sta ridisegnando l'industria tecnologica globale.