Google ha usato il suo I/O del 28 maggio 2026 per dire una cosa sola, ripetuta in dieci modi diversi: la ricerca su internet non sara' piu' una lista di link, ma una squadra di agenti che lavorano al posto tuo. La novita' piu' concreta e' che AI Mode, la modalita' conversazionale del motore di ricerca, ha superato il miliardo di utenti mensili ed e' passata di default al nuovo modello Gemini 3.5 Flash in tutto il mondo. Attorno a questo perno, Google ha impilato un nuovo modello generativo per i video, un ambiente di sviluppo riscritto e una serie di assistenti personali che promettono di agire in autonomia. E' la fotografia di un'azienda che, dopo aver inseguito OpenAI per due anni, prova ora a dettare il ritmo.
AI Mode a un miliardo di utenti e gli agenti che lavorano da soli
Il dato che Google ha messo in apertura e' il piu' politico: AI Mode, lanciato meno di un anno fa, ha toccato il miliardo di utenti attivi al mese. La societa' l'ha definito il "piu' grande aggiornamento alla barra di ricerca in oltre 25 anni", con la possibilita' di interrogare il motore con testo, immagini, file, video e perfino le schede aperte in Chrome. Sotto il cofano c'e' ora Gemini 3.5 Flash, presentato come il primo di una nuova famiglia capace di "intelligenza di frontiera unita all'azione".
La parte piu' ambiziosa sono gli agenti informativi, in arrivo nell'estate 2026 per gli abbonati Pro e Ultra: piccoli assistenti che restano accesi 24 ore su 24, monitorano fonti web scelte dall'utente e recapitano aggiornamenti personalizzati. E' il passaggio dalla ricerca "a comando" alla ricerca "che ti cerca", lo stesso terreno su cui si stanno muovendo OpenAI con gli agenti di ChatGPT e Perplexity con il suo browser. Per gli editori, gia' preoccupati dal calo dei clic generato dalle risposte sintetiche, e' un'altra spinta verso un web in cui l'utente ottiene la risposta senza mai visitare la fonte.
Gemini 3.5 Flash: piu' veloce e meno caro
Il modello che alimenta tutto questo, secondo i numeri diffusi da Google, supera Gemini 3.1 Pro su benchmark di programmazione come Terminal-Bench 2.1 (76,2%) e brilla soprattutto sui compiti agentici di lunga durata, dove il modello deve eseguire molti passaggi senza perdere il filo. Google sostiene che sia "quattro volte piu' veloce" degli altri modelli di frontiera nella generazione di token e che permetta di completare il lavoro "spesso a meno della meta' del costo". Sono affermazioni dell'azienda, da verificare con benchmark indipendenti, ma indicano la direzione: non il modello piu' intelligente in assoluto, bensi' il miglior rapporto tra qualita', velocita' e prezzo per chi costruisce applicazioni reali.
Gemini 3.5 Flash e' gia' disponibile via Google AI Studio, l'API Gemini, Android Studio e la nuova piattaforma di sviluppo Antigravity. La versione Pro, piu' potente, e' descritta come gia' in uso internamente e in arrivo nelle settimane successive.
Gemini Omni: i video con il watermark SynthID
La sorpresa per il grande pubblico e' Gemini Omni, un modello multimodale che, nelle parole di Google, "puo' creare qualsiasi cosa da qualsiasi input, a partire dal video". Combina la comprensione della fisica con conoscenze di storia, scienza e cultura, e marchia ogni clip con il watermark digitale SynthID per segnalarne l'origine sintetica. La variante Omni Flash arriva agli abbonati Google AI Plus, Pro e Ultra tramite l'app Gemini e lo strumento Flow, ed e' offerta gratuitamente, per i maggiorenni, dentro il Remix degli Shorts di YouTube. E' una mossa diretta contro Sora di OpenAI e contro Runway e Luma sul fronte della generazione video, ma con un vantaggio che gli altri non hanno: la distribuzione immediata a centinaia di milioni di utenti YouTube.
Antigravity 2.0 e gli strumenti per chi sviluppa
Google Antigravity 2.0 e' l'ambiente di sviluppo "agent-first" della societa', ora con app desktop, interfaccia da riga di comando e SDK. Introduce orchestrazione multi-agente, subagenti, hook e gestione asincrona delle attivita': Google sostiene che "sforzi di ingegneria di piu' giorni si stanno comprimendo in ore, se non minuti". Sul versante developer arrivano anche i Managed Agents nell'API Gemini, lo standard aperto WebMCP per gli agenti che operano nel browser e strumenti dedicati in Chrome DevTools. La sfida qui e' frontale con Claude Code di Anthropic e con i modelli cinesi a basso costo che stanno erodendo la quota di chi scrive software con l'IA.
Spark, Daily Brief e l'assistente che agisce
Sul fronte consumer Google ha annunciato Gemini Spark, un agente personale in beta per gli abbonati Ultra negli Stati Uniti, e Daily Brief, un riassunto quotidiano personalizzato in distribuzione a tutti gli abbonati maggiorenni. Arriva anche Universal Cart, un carrello intelligente che attraversa i diversi servizi Google per gli acquisti, e una suite "Gemini for Science" pensata per generare ipotesi e analizzare la letteratura scientifica. Il filo conduttore e' chiaro: spostare Gemini dall'essere uno strumento che risponde a uno che esegue, dalla risposta all'azione.
Google contro ChatGPT: la corsa agli agenti
Il messaggio strategico e' che Google vuole difendere la ricerca, la sua gallina dalle uova d'oro, trasformandola prima che lo facciano gli altri. Con un miliardo di utenti su AI Mode la societa' rivendica una scala che ne' OpenAI ne' Anthropic possono ancora eguagliare nel consumer, mentre Antigravity e i Managed Agents servono a non perdere gli sviluppatori. La domanda aperta, come sempre con gli agenti, e' l'affidabilita': un assistente che agisce in autonomia e' utile solo se sbaglia di rado, e oggi i tassi di errore restano un problema. Su questo, oltre agli annunci, contera' cosa succede quando i prodotti arriveranno davvero in mano agli utenti nelle prossime settimane. Per ora Google ha vinto la giornata della comunicazione; la prova del nove sara' l'uso quotidiano.




