John Jumper, il ricercatore che ha guidato lo sviluppo di AlphaFold e che nel 2024 ha vinto il premio Nobel per la chimica, ha annunciato il 19 giugno 2026 che lascerà Google DeepMind dopo quasi nove anni per unirsi ad Anthropic. È una delle perdite più pesanti mai subite dal laboratorio londinese, e arriva in un momento in cui la concorrenza tra le grandi aziende dell'IA per accaparrarsi i migliori cervelli ha raggiunto livelli senza precedenti.

Jumper aveva condiviso con il CEO di DeepMind Demis Hassabis metà del Nobel 2024 proprio per AlphaFold, il sistema che prevede la struttura tridimensionale delle proteine a partire dalla sequenza di amminoacidi: un risultato che ha cambiato la biologia computazionale e accelerato la ricerca su farmaci ed enzimi. Il suo nome è da anni sinonimo di «IA per la scienza».

Che cosa porta Jumper ad Anthropic

Il ruolo preciso del ricercatore nella nuova azienda non è ancora stato comunicato. Ma il messaggio strategico è chiaro: Anthropic, finora identificata soprattutto con l'assistente Claude e con le applicazioni aziendali, vuole spingersi con decisione nel campo della scoperta scientifica, dove la combinazione tra modelli di ragionamento e dati sperimentali promette i risultati più dirompenti. Assumere il volto pubblico di AlphaFold è un modo per dichiarare quell'ambizione al mondo.

Per Google DeepMind la partenza è dolorosa anche sul piano simbolico. AlphaFold è stato uno dei traguardi che hanno consacrato il laboratorio come punto di riferimento mondiale; perderne l'artefice mentre la divisione è sotto pressione per consegnare la prossima generazione di modelli Gemini pesa parecchio.

AlphaFold ha trasformato la previsione delle strutture proteiche, accelerando la ricerca biomedica.

Non è un caso isolato: la guerra dei talenti

La corsa ai talenti dell'IA ha cambiato natura nell'ultimo anno. Non si tratta più solo di stipendi elevati: i laboratori offrono pacchetti azionari, autonomia di ricerca, accesso a quantità enormi di potenza di calcolo e la promessa di lavorare ai problemi considerati più importanti del decennio. In questo contesto, anche un singolo ricercatore di altissimo profilo può spostare equilibri e percezioni di mercato, perché porta con sé competenze, reti di collaborazioni e, spesso, la capacità di attrarre altri talenti.

L'uscita di Jumper arriva a pochi giorni da un'altra defezione eccellente per Google: Noam Shazeer, vicepresidente dell'ingegneria e co-responsabile dei modelli Gemini, ha annunciato che lascerà l'azienda per unirsi a OpenAI, ormai avviata verso la quotazione. Due partenze di questo calibro nel giro di poche settimane raccontano una dinamica di mercato precisa: con valutazioni stratosferiche e round di finanziamento record, i laboratori si contendono un numero ristretto di ricercatori capaci di fare la differenza, e offrono pacchetti retributivi che in alcuni casi superano quelli dei vertici aziendali.

Il paradosso è che il flusso di talenti verso Anthropic avviene mentre l'azienda è al centro di uno scontro con il governo statunitense, che le ha imposto di sospendere i suoi modelli più potenti per ragioni di sicurezza nazionale. Acquisire un Nobel della scienza serve anche a ribadire un'identità di laboratorio di ricerca, e non solo di fornitore di software.

Perché conta per chi segue l'IA

La mobilità di figure come Jumper e Shazeer non è gossip da Silicon Valley: indica dove si sposterà l'innovazione nei prossimi mesi. L'arrivo di Jumper rafforza l'idea che la prossima grande frontiera non sia il chatbot più brillante, ma l'IA applicata alla biologia, ai materiali e alla salute, dove un singolo modello può comprimere anni di esperimenti. Per le aziende farmaceutiche e i centri di ricerca europei, che spesso usano questi strumenti senza svilupparli, capire chi guida questi gruppi aiuta a prevedere quali piattaforme conviene adottare. Per Google, infine, la sfida sarà dimostrare che la sua leadership scientifica non dipendeva da poche persone, per quanto straordinarie.