Lo scontro tecnologico tra Stati Uniti e Cina ha un nuovo campo di battaglia, e ha un nome tecnico: distillazione. A metà luglio 2026 alcune commissioni della Camera USA hanno aperto indagini formali sulle aziende americane che utilizzano modelli di intelligenza artificiale cinesi nei propri processi, mentre Anthropic accusa apertamente i grandi laboratori di Pechino di aver «distillato» i suoi modelli usando decine di migliaia di account falsi.
La vicenda, ricostruita tra gli altri da CNBC e TIME, intreccia sicurezza nazionale, proprietà intellettuale e una domanda che agita Washington: si possono davvero mettere al bando modelli i cui «pesi» sono liberamente scaricabili da chiunque?
Cos'è la distillazione e perché fa infuriare Anthropic
La distillazione è una tecnica con cui un modello «studente» viene addestrato imitando le risposte di un modello «insegnante» più potente. Fatta sui propri modelli è legittima; fatta di nascosto su un modello altrui, sfruttandone gli output per costruire un concorrente, diventa per le aziende un furto di valore.
Anthropic sostiene di essere stata bersaglio proprio di questo. In un documento pubblicato a inizio 2026 l'azienda ha descritto una campagna in cui DeepSeek, Moonshot AI e MiniMax avrebbero creato complessivamente circa 24.000 account fraudolenti, generando oltre 16 milioni di scambi con Claude. A giugno Anthropic ha inviato una lettera ai senatori accusando il team Qwen di Alibaba di aver usato circa 25.000 account falsi per produrre più di 28,8 milioni di interazioni con Claude, sempre a scopo di distillazione.
La rappresaglia incrociata: ban da entrambe le parti
La tensione è ormai reciproca. I termini di servizio di Anthropic vietano l'uso dei suoi modelli alle aziende cinesi e ad altre «nazioni avversarie», e l'azienda ha chiuso le scappatoie che consentivano accessi indiretti. Dall'altra parte, Alibaba ha vietato ai propri dipendenti l'uso di Claude, citando proprio i timori legati alla distillazione. Gli Stati Uniti, intanto, hanno imposto controlli all'esportazione sui modelli più avanzati di Anthropic per impedirne l'accesso alla Cina.
È un cortocircuito che segna un'epoca: fino a ieri i modelli si confrontavano sui benchmark, oggi si combattono a colpi di account bloccati, lettere al Congresso e restrizioni all'export.
Cosa rischiano le aziende americane finite nel mirino
Il fronte interno è delicato quanto quello con Pechino. Le indagini della Camera puntano sulle imprese statunitensi che hanno integrato modelli cinesi nei propri flussi di lavoro, attratte da prestazioni competitive e costi molto più bassi rispetto ai concorrenti americani. Per queste aziende il rischio è duplice: da un lato la pressione politica e reputazionale a cambiare fornitore, dall'altro l'incertezza normativa su cosa sarà lecito domani. Un'impresa che ha costruito i propri prodotti attorno a DeepSeek o Qwen potrebbe trovarsi costretta a rifare tutto in fretta.
C'è poi la questione dei dati: usare un modello ospitato su server cinesi solleva interrogativi su dove finiscano le informazioni trattate. È uno degli argomenti che Washington usa per spingere le aziende verso alternative nazionali, anche quando queste costano di più. Il conto economico di questa scelta, però, ricade sulle imprese.
Il paradosso dei pesi liberi
Il vero rompicapo per Washington è che i modelli cinesi più diffusi — da DeepSeek a Qwen — sono open weight: chiunque può scaricarli ed eseguirli sui propri server, senza passare da un'app o da un'API controllabile. Diversi esperti di policy fanno notare che bandire del tutto modelli i cui pesi sono già pubblici è «di fatto impossibile», e alcuni giuristi sollevano perfino dubbi di legittimità costituzionale, invocando la libertà di espressione sulla pubblicazione di pesi liberamente accessibili.
Il risultato è un'ironia difficile da sciogliere: mentre il governo prova a tenere fuori i modelli cinesi dall'America corporate, la loro qualità e il prezzo bassissimo spingono alcune aziende statunitensi a preferirli. La battaglia della distillazione, insomma, non riguarda solo chi copia chi, ma il futuro stesso dell'IA aperta e di quanto un governo possa davvero controllarne la diffusione.
Sullo sfondo c'è una domanda che va oltre il caso specifico: quanto sono solide le accuse di distillazione? Dimostrare che un modello è stato addestrato imitando le risposte di un altro è tecnicamente complicato, e i laboratori cinesi respingono le ricostruzioni. Anthropic porta come prova numeri e schemi di accesso anomali, ma la valutazione definitiva resta materia di dibattito tra esperti. Nel frattempo la posta in gioco cresce: se i modelli aperti cinesi continueranno a rincorrere — o a superare — quelli americani nei benchmark, spendendo una frazione delle risorse, la pressione politica a Washington è destinata ad aumentare, con o senza uno strumento davvero efficace per fermarli. È lo scenario che rende questa vicenda un banco di prova per gli anni a venire.




