NVIDIA ha chiuso il primo trimestre dell'anno fiscale 2027 con ricavi per 81,6 miliardi di dollari, in crescita dell'85% rispetto a un anno prima. Il dato, comunicato il 20 maggio 2026, e' un nuovo record assoluto per l'azienda e conferma che la spesa globale in infrastrutture per l'intelligenza artificiale non ha ancora toccato il picco.
Eppure, a mercati chiusi, il titolo e' arretrato. E' il paradosso di un'azienda diventata cosi' centrale che battere le attese non basta piu': il mercato cerca segnali sul quando e quanto questa corsa potra' rallentare.
I numeri del trimestre, voce per voce
Il motore resta il data center, che da solo vale 75,2 miliardi di dollari, in aumento del 92% su base annua e del 21% rispetto al trimestre precedente. Dentro questo segmento, la parte di calcolo (le GPU) arriva a 60,4 miliardi (+77%), mentre il networking esplode a 14,8 miliardi, quasi triplicato (+199%) grazie alla domanda per InfiniBand, l'Ethernet Spectrum-X e le connessioni NVLink.
E' un dettaglio importante: NVIDIA non vende piu' solo schede, ma interi sistemi di rete che tengono insieme i cluster di addestramento. La quota degli hyperscaler (i grandi cloud) resta intorno al 50% dei ricavi del data center; l'altra meta' arriva da cloud specializzati in IA, clienti industriali, aziende e progetti "sovrani" promossi da singoli Stati.
Blackwell 300 e le reti trainano la crescita
La spinta arriva soprattutto dal ramp-up dei prodotti Blackwell 300, l'ultima generazione di acceleratori, e dalla domanda per le soluzioni di rete. L'azienda ha accompagnato i conti con un aumento del dividendo e con un nuovo programma di riacquisto di azioni, segnale di fiducia sulla generazione di cassa.
Il messaggio del fondatore e ad Jensen Huang da mesi e' lo stesso: il mondo sta passando dal calcolo tradizionale al calcolo accelerato e all'IA generativa, e questa transizione richiede di ricostruire i data center da zero. I numeri, per ora, gli danno ragione.
Perche' il titolo e' sceso nonostante il record
Se i conti sono cosi' buoni, perche' la reazione tiepida? Tre ragioni. La prima e' che le aspettative sono altissime: con una capitalizzazione tra le maggiori al mondo, anche una crescita dell'85% puo' "deludere" se il mercato sperava in di piu' sulle previsioni del trimestre successivo. La seconda e' la concentrazione: una fetta enorme dei ricavi dipende da pochi grandi clienti cloud, e ogni dubbio sui loro piani di spesa pesa. La terza e' il timore di una "bolla" degli investimenti in IA, alimentato da chi si chiede quando i data center inizieranno a generare ritorni proporzionati ai capitali bruciati.
Cosa significa per la corsa all'IA
Per il resto del settore, la trimestrale di NVIDIA e' il termometro piu' affidabile. Finche' gli hyperscaler continuano a ordinare GPU a questo ritmo, significa che OpenAI, Google, Anthropic, Meta e i laboratori cinesi stanno ancora aumentando la potenza di calcolo per addestrare modelli sempre piu' grandi. Il fronte interessante e' proprio la diversificazione dei clienti: la crescita dei progetti sovrani e dei cloud "neo" indica che la domanda non e' piu' solo americana.
Resta una nota di cautela sull'orizzonte: la stessa azienda che vende le pale durante la corsa all'oro e' anche la prima a sapere quando i minatori smetteranno di comprarle. Per ora, i conti dicono che la corsa continua.
Il nodo della concorrenza: AMD e i chip "fatti in casa"
Il dominio di NVIDIA non e' eterno. Sul fronte hardware, AMD spinge la linea Instinct e ha gia' convinto alcuni laboratori ad addestrare modelli interamente sulle proprie GPU. In parallelo, i grandi cloud sviluppano acceleratori proprietari per ridurre la dipendenza: Google con le TPU, Amazon con Trainium e Inferentia, Microsoft con i chip Maia. NVIDIA mantiene un vantaggio enorme grazie a CUDA, l'ecosistema software che lega gli sviluppatori alle sue schede, ma la pressione sui margini e sulla quota di mercato e' destinata a crescere.
C'e' poi la variabile geopolitica. Le restrizioni statunitensi all'export verso la Cina hanno tagliato fuori NVIDIA da uno dei mercati piu' grandi, spingendo Pechino a sviluppare alternative nazionali. Ogni trimestre, gli analisti guardano quanto pesa - o non pesa piu' - la Cina nei conti, e quanto i clienti "sovrani" europei e mediorientali riescono a compensare.
Cosa aspettarsi dai prossimi mesi
La domanda chiave non e' se NVIDIA crescera' ancora, ma per quanto a questo ritmo. Il rischio di una "digestione" degli ordini - clienti che hanno comprato in anticipo e rallentano - resta il principale fattore di volatilita'. Allo stesso tempo, l'arrivo di applicazioni di IA piu' mature in azienda potrebbe spostare la domanda dall'addestramento all'inferenza, cioe' al far girare i modelli ogni giorno per milioni di utenti: un mercato potenzialmente ancora piu' grande, e che NVIDIA punta a presidiare con le stesse architetture. Per ora, gli 81,6 miliardi di un solo trimestre restano la misura piu' concreta di quanto l'intelligenza artificiale stia ridisegnando l'economia dei data center.




