La settimana che si chiude il 22 maggio 2026 potrebbe essere ricordata come quella in cui l'intelligenza artificiale ha bussato alle porte di Wall Street. SpaceX ha depositato il suo documento S-1 per quotarsi in Borsa puntando a una valutazione vicina ai 1.750 miliardi di dollari, mentre OpenAI si prepara a presentare — già da venerdì — una richiesta riservata di quotazione alla SEC. Sullo sfondo, Anthropic viaggia verso il suo primo trimestre in utile.

SpaceX: da razzi a colosso del calcolo

Il deposito dell'S-1, riportato il 20 maggio da Axios, racconta una SpaceX diversa da quella che il pubblico associa a razzi e satelliti. Il documento mostra un'azienda sempre più centrata sull'infrastruttura di calcolo per l'IA: è proprio dall'S-1 che è emerso il contratto con Anthropic da 1,25 miliardi di dollari al mese per i supercomputer Colossus. A questo si aggiunge Starlink come motore di ricavi ricorrenti. L'obiettivo è lo sbarco al Nasdaq nel corso di giugno 2026.

L'S-1 ritrae SpaceX come un attore centrale dell'infrastruttura IA.

OpenAI: deposito riservato e valutazione da 850 miliardi

OpenAI ha scelto una strada diversa. Secondo CNBC, la società punta a presentare già venerdì 22 maggio una richiesta di quotazione in forma riservata (confidential filing), con Goldman Sachs e Morgan Stanley come banche collocatrici. La valutazione di partenza si basa sul round di marzo 2026, chiuso a 852 miliardi di dollari.

Il deposito riservato significa che il documento dettagliato (l'S-1 pubblico) non sarà visibile prima di circa 60-90 giorni, spostando la prima vera fotografia dei conti di OpenAI a fine luglio o agosto. La finestra per la quotazione effettiva è indicata nel quarto trimestre 2026, tra l'inizio di settembre e il Ringraziamento.

Tre delle aziende più ricche al mondo si avvicinano insieme ai mercati pubblici.

Perché tre IPO insieme cambiano le regole del gioco

La concomitanza non è casuale. Dopo anni di capitali privati quasi illimitati, i grandi nomi dell'IA hanno bisogno di somme talmente alte — per i data center e per i chip — che persino i fondi più capienti non bastano più. La Borsa diventa l'unico bacino abbastanza profondo. È il «test da mille miliardi»: per la prima volta gli investitori al dettaglio potranno scommettere direttamente su queste società, ma anche valutarne i conti con la lente impietosa dei mercati pubblici.

Per Anthropic, il segnale è di natura diversa ma convergente. La società è attesa al primo trimestre in utile operativo, con ricavi stimati intorno ai 10,9 miliardi di dollari: la prova che almeno una parte del settore sta passando dalla fase «brucia capitale» a quella «genera profitti». Se le quotazioni andranno bene, apriranno la porta ad altre; se deluderanno, raffredderanno di colpo l'intero clima di euforia. I prossimi mesi diranno quale dei due scenari prevarrà.

Cosa rischia chi vuole investire

Per il risparmiatore comune, anche italiano, la tentazione di salire sul carro sarà forte: poter comprare azioni di OpenAI o SpaceX significa partecipare a storie finora riservate a fondi e grandi patrimoni. Ma le stesse caratteristiche che rendono queste società affascinanti le rendono anche rischiose. Le valutazioni si basano su aspettative di crescita enormi e su spese in conto capitale altrettanto enormi: un rallentamento della domanda o un cambio tecnologico improvviso possono ribaltare i conti in fretta.

C'è poi il tema della governance. OpenAI ha una struttura societaria complessa, nata da un'organizzazione no-profit e più volte ridisegnata; SpaceX intreccia gli interessi di Musk con quelli di xAI e di altre sue aziende. Capire chi controlla davvero le decisioni, e con quali diritti di voto, sarà essenziale prima di affidare denaro a questi titoli.

Il consiglio degli analisti più prudenti è semplice: trattare queste IPO come investimenti ad alto rischio, leggere con attenzione i prospetti quando diventeranno pubblici e diffidare dell'entusiasmo del primo giorno di scambi, storicamente il momento in cui i prezzi sono più gonfiati. L'IA può anche essere la tecnologia del decennio: non per questo ogni prezzo è quello giusto.