Anthropic ha accusato il colosso cinese Alibaba di aver sottratto in modo illecito conoscenza al proprio modello Claude attraverso una pratica nota come distillazione. Secondo quanto riportato da Bloomberg e Tom's Hardware il 24 giugno 2026, l'operazione si sarebbe svolta tra aprile e giugno 2026 e avrebbe coinvolto 25.000 account falsi e 28,8 milioni di scambi con il chatbot, concentrati su compiti di ragionamento agentico, ingegneria del software e attivita' a lungo orizzonte temporale.
Che cos'e' la distillazione e perche' e' un problema
La distillazione e' una tecnica legittima e diffusa nel mondo dell'IA: si usa l'output di un modello potente (il "maestro") per addestrare un modello piu' piccolo (l'"allievo"), che cosi' impara a imitarne le risposte. Il problema nasce quando il modello maestro appartiene a qualcun altro e i suoi termini di servizio vietano espressamente questo uso. In quel caso, interrogare in modo massiccio e automatizzato il modello per catturarne i comportamenti equivale, secondo Anthropic, ad appropriarsi indebitamente del frutto di anni di lavoro e di investimenti enormi.
E' anche il motivo per cui l'accusa fa rumore: Anthropic ha scelto deliberatamente di tenere i propri prodotti fuori dal mercato cinese. Il fatto che, secondo l'azienda, decine di migliaia di account fraudolenti abbiano comunque interrogato Claude in modo sistematico viene letto come un tentativo di aggirare proprio quella decisione.
I numeri dell'operazione contestata
Le cifre rese note delineano un'attivita' tutt'altro che improvvisata. Venticinquemila profili falsi e quasi ventinove milioni di interazioni non sono il risultato di curiosita' sparse, ma di una raccolta dati su scala industriale. Anthropic sostiene che gli scambi fossero mirati in modo specifico alle aree in cui Claude eccelle — la programmazione, il ragionamento passo passo e i compiti complessi che richiedono molti passaggi — cioe' esattamente le capacita' piu' preziose e difficili da replicare.
L'azienda guidata da Dario Amodei ha portato la questione anche sul piano politico: secondo le ricostruzioni, ha inviato una lettera ai senatori statunitensi Tim Scott ed Elizabeth Warren, inserendo il caso nel piu' ampio dibattito sulla competizione tecnologica con la Cina e sulla protezione della proprieta' intellettuale dei laboratori americani.
Lo sfondo: Qwen, l'open source e la rincorsa cinese
Alibaba non e' un attore qualsiasi nel mondo dell'IA. La sua famiglia di modelli aperti Qwen e' tra le piu' usate al mondo su piattaforme come Hugging Face e Ollama, e ha contribuito in modo decisivo a colmare il divario tra i laboratori cinesi e quelli occidentali. Negli ultimi mesi i modelli aperti made in China — da DeepSeek a Qwen, da GLM di Zhipu a Kimi di Moonshot — hanno raggiunto prestazioni di frontiera a costi molto piu' bassi, alimentando il sospetto, in Occidente, che parte di quei progressi derivi anche dall'apprendere dagli output dei modelli chiusi americani.
E' un'accusa che circola da tempo e che ha gia' coinvolto, in passato, altri protagonisti. La distillazione "non autorizzata" e' difficile da provare in modo definitivo, perche' un modello che impara da un altro non lascia tracce evidenti come una copia di codice. Proprio per questo le aziende puntano sempre piu' su misure tecniche di difesa — limiti di velocita', rilevamento di pattern anomali, verifica dell'identita' — e su pressioni legali e regolatorie.
Cosa c'e' in gioco per il mercato
Al momento non risultano repliche pubbliche dettagliate da parte di Alibaba, e va ricordato che si tratta di accuse non ancora vagliate da un tribunale. Ma la vicenda mette in luce un nodo destinato a crescere: con modelli che valgono miliardi e prestazioni sempre piu' simili tra loro, la linea che separa l'ispirazione legittima dalla sottrazione di valore diventa terreno di scontro commerciale e geopolitico. Per i grandi laboratori, proteggere i propri modelli dall'estrazione di conoscenza e' ormai una priorita' al pari di costruirli. E per gli utenti, e' un promemoria del fatto che dietro la disponibilita' apparentemente illimitata dei chatbot ci sono regole d'uso, e violazioni che possono avere conseguenze pesanti.
I dati riportati provengono dalle ricostruzioni di Bloomberg e Tom's Hardware basate sulle dichiarazioni di Anthropic; si tratta di accuse che, alla data di pubblicazione, non hanno trovato conferma in sede giudiziaria.



