Il 15 giugno 2026 il governo italiano ha indicato sei startup come volto della strategia nazionale sull'intelligenza artificiale, tutte sostenute dal fondo dedicato all'IA di CDP Venture Capital. In cima alla lista c'è Generative Bionics, lo spin-off dell'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) che ha appena chiuso un round da 70 milioni di euro: il più grande seed mai registrato in Italia. L'annuncio arriva insieme ai decreti attuativi della legge 132/2025 e a un nuovo impulso da circa un miliardo di euro per l'ecosistema.

Le sei startup e quanto hanno raccolto

L'elenco diffuso da Palazzo Chigi e ripreso dalle agenzie compone una fotografia precisa di dove l'Italia vuole giocare la partita: hardware, robotica, salute e servizi. Ecco i numeri.

  • Generative Bionics – robotica umanoide con pelle tattile: 70 milioni di euro (seed).
  • Niulinx – guida autonoma e robotaxi, spin-off del Politecnico di Milano: circa 40 milioni.
  • Algorithmiq – software quantistico per la scoperta di farmaci: circa 36 milioni.
  • CamgraphIc – fotonica al grafene per il calcolo ad alte prestazioni, con base a Pisa: oltre 200 milioni tra fondi e contributi europei.
  • Allsides – digitalizzazione 3D con IA, da Bressanone: circa 7 milioni.
  • Smartness – IA per l'ospitalità, con migliaia di clienti in decine di mercati: circa 48 milioni nell'ultimo round.
La robotica umanoide è il fronte su cui l'Italia investe di più, a partire da Generative Bionics.

Generative Bionics: 70 milioni per l'umanoide Gene.01

Il round di Generative Bionics è guidato dal fondo per l'IA di CDP Venture Capital, con la partecipazione di AMD Ventures, Duferco, Eni Next, RoboIT e dell'emittente di stablecoin Tether. I capitali serviranno ad accelerare lo sviluppo del robot umanoide Gene.01, presentato al CES 2026, ad addestrare i sistemi di "Physical AI" e a costruire il primo impianto produttivo. L'azienda, come riportato da Industria Italiana, sta finalizzando i primi contratti con il settore manifatturiero.

Cosa significa "Physical AI" e perché serve tanto capitale

Con Physical AI si intende la fusione tra robotica e modelli di intelligenza artificiale: non più software che genera testo o immagini, ma sistemi che percepiscono il mondo fisico, lo interpretano e vi agiscono. Addestrare un umanoide a manipolare oggetti reali richiede enormi quantità di dati di movimento, simulazioni e hardware costoso. È la ragione per cui un seed da 70 milioni, cifra inusuale per l'Italia, qui ha senso: la robotica fisica brucia capitale molto più in fretta di una app. È anche il segmento dove la concorrenza è feroce, dagli Stati Uniti alla Cina, dove diversi produttori di umanoidi si stanno quotando in Borsa.

Robotaxi, farmaci quantistici e ospitalità: gli altri progetti

Accanto agli umanoidi, la lista mostra una scommessa su filiere diverse. Niulinx, legata ai professori Sergio Savaresi e Luca Foresti, porta avanti la guida autonoma con un progetto di car sharing a Brescia. Algorithmiq, guidata da Sabrina Maniscalco, unisce chimica quantistica e IA per accelerare lo sviluppo di nuovi farmaci. CamgraphIc lavora sulla fotonica al grafene, una tecnologia che potrebbe abbattere i consumi energetici dei data center. Smartness, infine, applica l'IA alla gestione alberghiera, un mercato in cui l'Italia ha un vantaggio competitivo naturale.

Dalla pelle tattile ai robotaxi: le sei startup coprono robotica, salute e fotonica.

Il legame con la legge 132/2025 e la strategia nazionale

La scelta di presentare queste sei realtà non è casuale: arriva insieme ai decreti attuativi della legge 132/2025, il primo quadro normativo nazionale organico sull'IA, allineato all'AI Act europeo. Il messaggio politico è che l'Italia non vuole limitarsi a regolare, ma anche a produrre tecnologia. Resta la domanda di fondo: sei startup, per quanto promettenti, bastano a colmare il divario con ecosistemi che muovono decine di miliardi? La risposta dipenderà da quanto questi round iniziali riusciranno a trasformarsi in fabbriche, prodotti e ricavi. Per ora, il segnale è che il capitale pubblico-privato italiano ha deciso di concentrarsi sull'hardware e sulla robotica, i terreni più difficili ma anche quelli dove un vantaggio, una volta costruito, è più difficile da erodere.