Il 21 maggio 2026 Stellantis ha annunciato, nell'ambito del suo Investor Day, una partnership strategica con la società britannica Wayve per portare la guida autonoma basata sull'intelligenza artificiale sulle proprie auto. Il gruppo — che riunisce marchi come Fiat, Jeep, Peugeot, Citroën, Opel e Maserati — integrerà il software Wayve AI Driver nella propria piattaforma STLA AutoDrive, con l'obiettivo di offrire una guida «hands-free» porta a porta.

La traduzione concreta: un sistema di livello 2++ che permette di togliere le mani dal volante — pur restando il conducente responsabile e vigile — sia in autostrada sia in città, lungo l'intero tragitto. Il lancio commerciale è previsto a partire dal 2028, inizialmente in Nord America, con un percorso che punta in prospettiva a livelli di automazione superiori.

Perché l'IA di Wayve è diversa dai sistemi tradizionali

La parte interessante è tecnologica. I sistemi di assistenza alla guida classici si basano su regole scritte a mano e su mappe ad altissima definizione di ogni strada. L'approccio di Wayve è opposto e «end-to-end»: un'unica grande rete neurale impara a guidare osservando enormi quantità di esempi reali, traducendo direttamente ciò che le telecamere vedono in azioni di guida, senza una mappa dettagliata pre-caricata. È la stessa filosofia «data-driven» che ha reso possibili i modelli linguistici, applicata al volante.

Come spiega Wayve, questo rende il software più flessibile e portabile: i suoi team avrebbero portato un prototipo funzionante sulle piattaforme Stellantis in meno di due mesi. La promessa è un sistema che si adatta a strade e segnaletiche diverse senza dover rimappare ogni città, un vantaggio decisivo per un costruttore globale.

STLA AutoDrive con il software di Wayve mira alla guida hands-free in autostrada e in città.

Qualcomm, Arm e AMD: l'ecosistema dietro l'accordo

L'intesa con Wayve si accompagna all'ampliamento delle collaborazioni già in essere con Qualcomm e Applied Intuition. Il nodo è il calcolo: far girare in tempo reale, dentro l'auto, una rete neurale che «vede» e decide richiede chip potenti ed efficienti. Qualcomm fornisce le piattaforme di elaborazione, mentre Applied Intuition porta gli strumenti di simulazione necessari per addestrare e validare il sistema in milioni di scenari virtuali prima di metterlo su strada.

Non a caso, in parallelo Wayve ha incassato un investimento da 60 milioni di dollari da parte di colossi dei semiconduttori come AMD, Arm e la stessa Qualcomm, a estensione del suo round di finanziamento. È il segnale che la guida autonoma «a IA generalista» è tornata al centro delle scommesse dell'industria, dopo anni di promesse mancate.

Cosa cambia per chi guida (e quando arriverà in Europa)

Per l'automobilista, il salto promesso è quello dalla guida assistita su singoli tratti — come il mantenimento di corsia in autostrada — a un'esperienza continua «da casa a destinazione». Restano però due cautele importanti. La prima è che si parla di livello 2++: il guidatore resta legalmente responsabile e deve poter riprendere il controllo in qualsiasi momento. La seconda è il calendario e la geografia: il debutto è fissato dal 2028 e parte dal Nord America, con tempi europei ancora da definire, anche per via di un quadro normativo — tra omologazioni e regole sulla circolazione — più complesso.

Il debutto commerciale è previsto dal 2028 a partire dal Nord America.

Un'occasione (e una sfida) per l'industria italiana

Per l'Italia, dove Stellantis mantiene stabilimenti e una storia industriale profonda, l'accordo ha un valore simbolico oltre che tecnologico: significa che la guida autonoma a IA entra nella roadmap di un gruppo con forti radici nel Paese. Come sottolinea il comunicato ufficiale di Stellantis, l'obiettivo dichiarato è portare questa tecnologia «su scala», cioè su modelli di grande diffusione e non solo su auto di lusso. La sfida, ora, è trasformare la dimostrazione tecnica in un prodotto affidabile, sicuro e accessibile: il 2028 dirà se la scommessa è vinta.